Scritto da: pdpachino.it | 25 Gennaio 2012

PD Pachino: Chi è causa del suo male pianga se stesso!


Così ci viene da esordire, a seguito delle dichiarazioni del direttore del Consorzio IGP del pomodoro di Pachino.

Ma come, dopo una settimana di blocco totale, non solo dei trasporti, ma anche della stessa vita sociale di un paese come Pachino, a causa di una protesta selvaggia come mai si era vista nella nostra città, e nella quale un evidente ruolo ha avuto l’imprenditore Fortunato, attuale presidente del Consorzio stesso, si viene adesso a chiedere di precettare gli autotrasportatori e far passare le merci deperibili ? Come se non si sapeva che la settimana dopo la primavera siciliana, era previsto l’inverno nazionale ?

È chiaro come il sole che esiste, innanzitutto, una forte contraddizione tra le dichiarazioni del direttore e il comportamento del presidente. Il primo che invoca la libertà di fare circolare liberamente le merci, il secondo che si improvvisa protestatario e si inserisce in un movimento più che discutibile, per i toni e per i metodi utilizzati.

Una protesta, a nostro modo di vedere, che è stata caratterizzata da metodi di convincimento ai limiti della legalità. Una protesta che non ha mai definito chiaramente gli obiettivi da raggiungere e, soprattutto, che non ha tenuto conto della programmata agitazione degli autotrasportatori a livello nazionale, del 23 gennaio. Raddoppiando il danno, a favore dell’agricoltura di Spagna e compagnia.

Non vi è dubbio, dunque, che per Sebastiano Fortunato si configura un vero e proprio conflitto d’interessi, tra il suo ruolo di sostenitore del movimento forza d’urto e la carica di presidente del consorzio, per la quale dovrebbe assumere, a nostro parere, comportamenti lontani da ogni tipo di condizionamento politico.

Condizionamento evidente, alla luce delle notizie di coinvolgimento di esponenti politici dell’estrema destra nel movimento e nelle recenti dichiarazioni, del leader del movimento, Mariano Ferro, che preannuncia un futuro politico per se stesso e il movimento che rappresenta.

Alla luce di tutto ciò, se veramente al consorzio sta a cuore il buon funzionamento dei suoi organi dirigenti, crediamo sia opportuno rivedere le recenti decisioni di riconfermare il presidente Fortunato e chiedergli di dimettersi, nel caso in cui egli stesso, dando prova di senso di responsabilità, non ritenga di togliere dall’imbarazzo l’ente che presiede.

Noi come partito non abbiamo condiviso questa protesta, sia per i metodi utilizzati, sia per l’effetto generato, che è stato di causare un danno irreparabile alla già debole agricoltura del nostro territorio, che non si poteva e non si può permettere neppure un giorno di fermo, figuriamoci una settimana.

Siamo solidali con il mondo dell’agricoltura, crediamo che esso debba essere sostenuto meglio e con più forza da tutte le istituzioni, regionali e nazionali. Crediamo alla buona fede di tutti gli agricoltori che hanno vissuto una settimana di sofferenza economica e personale, per lo sforzo di farsi ascoltare. Ma non accettiamo che di questa disperazione approfittino persone che già tanto danno hanno causato all’economia agricola pachinese.

Proprio per questo motivo, riteniamo che la logica conseguenza, per un consorzio che denuncia pubblicamente i danni e i mali di un blocco dei trasporti, debba essere quella di chiedere a chi ha esplicitamente aderito a questo malsano tentativo di protesta, di farsi da parte.

Chiediamo, dunque, a Sebastiano Fortunato di dimettersi dalla carica di presidente del consorzio IGP.

Il circolo democratico del comune di Pachino

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Come anticipato al programma “Mastro Geppetto” dell’emittente radiofonica Radio Giovani Stereo, il circolo dei GD di Pachino ha avviato una petizione popolare per richiedere all’amministrazione comunale che i lavori di completamento del parco urbano avvengano in tempi celeri e che quindi focalizzi la propria attenzione su di un progetto che comunque troviamo già inserito come priorità nel piano triennale delle opere pubbliche. Ma questa amministrazione, tra una consulenza inutile e un avvicendamento in giunta, ha sempre disatteso i propri impegni. Non avremmo mai chiamato altrimenti “sprecopoli” questo modus agendi della casta che attualmente amministra l’ente.

Noi GD vogliamo che i giovani di Pachino possano vivere questa città.

Una città sempre meno giovane.

Noi rivendichiamo i luoghi nei quali possiamo vivere la nostra vita, le nostre relazioni, i luoghi che possano stimolare la nostra creatività, che ci permettano di esprimere la nostra arte, luoghi in cui possiamo condividere le nostre passioni. Rivendichiamo semplicemente che la nostra città diventi vivibile.

Tante sono state le dichiarazioni del sindaco, tanto quanto sono state le bugie e gli impegni disattesi. È evidente come gli obiettivi fossero altri.

Mentre noi rivendicavamo il desiderio di essere solo cittadini come gli altri, di riconoscerci dignitosamente come Pachinesi, il sindaco si impegnava a vendere il nostro territorio. Una discarica quella di Camporeale che un giorno sarebbe diventata una piattaforma “salubre” per la realizzazione di un parco con le giostrine. Praticamente assurdo. Un esempio, quest’ultimo, di come in questi anni abbia perfezionato la sua capacità di mentire spudoratamente, tipica del “mentitore seriale”.

I giovani di Pachino il parco già ce l’hanno e lo rivendicano.

“Rivendicare”: è troppa l’amarezza, la delusione, la disillusione dei giovani di pachino nei confronti di una classe dirigente davvero bassa, scarsa.

Il coordinatore dei GD
Vitaliano Dilorenzo

Il portavoce dei GD
Corrado Carnemolla

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Scritto da: pdpachino.it | 25 Gennaio 2012

PD Pachino: Bonaiuto, paga i debiti e vai a casa!!!

Pachino è una città in ginocchio. Il sindaco e la sua giunta, in questi due anni, si sono rivelati del tutto incapaci di gestire economicamente l’ente.

Il primo cittadino mostra di non avere alcun rispetto del lavoro svolto dai dipendenti comunali e dai dipendenti della Busso, che da mesi non vengono pagati, arrecando notevoli disagi economici a centinaia di famiglie pachinesi. 

Bonaiuto prende ogni giorno in giro la gran parte dei propri dipendenti a favore di quei super dipendenti, quelli che hanno di più. Quelli che hanno indennità di posizioni, quelli che sono stati assunti a 36 ore settimanali, a scapito di chi viene giornalmente e ripetutamente mortificato in continui spostamenti da un ufficio all’altro e di quelli, che ancora oggi, rimangono assunti a 18 ore settimanali.

Le ditte e le aziende che hanno prestato servizio al comune attendono da parecchi mesi di essere pagati.

Bonaiuto non paga nessuno e contrae sempre più debiti.

E’ una vergogna lasciare in un così rigido inverno, all’agghiaccio, senza riscaldamenti, tutti gli istituti scolastici della città. E’ una vergogna tenere isolati comune e scuole a causa del mancato pagamento delle bollette telefoniche.

Che fine hanno fatto i soldi vincolati destinati al pagamento delle rate per l’acquisto dell’immobile dell’ex Standa? o per il pagamento ai proprietari dei terreni espropriati per la costruzione della piscina comunale?o per il pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali?

Il Comune di Pachino vive un disagio economico senza precedenti, una mancanza di liquidità causata dall’incompetenza di Paolo Bonaiuto e di chi sta a capo di forze politiche come Rinascita o Forza del Sud, che da più di 15 anni affossano Pachino, facendo gli interessi di una cerchia ristretta di persone a scapito dell’intera cittadinanza.

Bonaiuto, sin dal primo giorno, ha agito in direzione opposta alle promesse fatte in campagna elettorale. Invece di avviare un processo di risanamento economico, ha iniziato uno spreco di denaro pubblico senza precedenti. Per prima cosa si è aumentato il proprio stipendio e quello dei suoi assessori, ha introdotto figure nuove ed inutili pagate con i soldi dei cittadini, come il capo di gabinetto, il direttore generale, l’esperto in marketing che svolgono un lavoro a cui noi normali cittadini non è dato sapere. E da qui inizia una lunga lista di “beati”, esperti di vario genere, incarichi nominati ad hoc per il mantenimento di quel numero magico che gli permetterà di non essere sfiduciato. Un sindaco scellerato, non curante della situazione economica attuale, che invece di pagare dipendenti e debitori ha finanziato un Natale fatto di fiere mal riuscite, spettacoli che nessuno ha visto, feste ed eventi vari che sono servite solo ad accontentare chi ancora in maggioranza non ha ottenuto abbastanza.

Chiediamo al sindaco di porre fine a questa folle gestione delle finanze pubbliche che, in questi 2 anni, ha dilaniato le casse comunali, sprecando più di 2 milioni di euro. Bonaiuto non può più continuare a disporre dei soldi pubblici nel totale arbitrio e senza renderne conto ai cittadini. 
Vogliamo conoscere la reale situazione finanziaria dell’ente, a quanto ammontano i debiti che in questi 2 anni sono stati contratti. Vogliamo conoscere l’elenco dei fornitori che vantano un credito dal comune e sapere quando saranno pagati. Chiediamo di non contrarre più mutui e prestiti che sa di non poter poi ripagare. Chiediamo di eliminare una volta per tutte ogni tipo di spesa inutile. 

Bonaiuto ha gettato il paese nei debiti, nella spazzatura e nel disonore,
per questo chiediamo con fermezza e insistenza ai consiglieri di maggioranza, ai dirigenti delle forze politiche che reggono questo sindaco, di non dare più fiato a questa amministrazione, di non rendersi complici di questa disfatta economica e di questo sfascio politico e culturale.

Pachino vuole liberarsi da questi uomini e ripartire con peresone oneste che ritengono che la politica sia un umile servizio ai cittadini.

Cari amministratori, prima andate via e meglio sarà per la nostra città.

sabato 21 gennaio 2012
Il Partiti Democratico di Pachino

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La profonda crisi politica che il nostro paese sta attraversando, e che rispecchia pienamente la triste situazione nazionale, non fa che trovare riscontro nella sfiducia che quotidianamente i giovani di Pachino manifestano nei confronti delle tanto saccheggiate istituzioni. È chiaro come la crisi di cui tanto si parla e che interessa il mondo intero non rappresenta qualcosa di vago, un’entità astratta dagli sfocati contorni, ma un evidente stato di indignazione nei confronti di una classe politica che da tempo ha perso quella rappresentatività che è anche il cardine su cui poggia il nostro sistema democratico.

In particolare i giovani pachinesi lamentano un target politico chiaramente troppo basso dei propri rappresentanti, che rasenta in alcuni casi l’ignoranza, e la cui genesi è, tristemente, riconoscibile nel ricatto e nel clientelismo. È vero che un sistema democratico si fonda sulle pari opportunità, ma forse riconoscere l’assoluta estraneità( per non chiamarla come si dovrebbe, ossia ignoranza!!) di molti nostri rappresentanti al compito istituzionale per il quale sono stati votati come causa della grave situazione politica, economica ed etica sarebbe doveroso per onestà intellettuale o solamente cronaca.

L’unica istituzione che può ancora garantire il futuro di questa città è la scuola, quella con la S maiuscola. Le nostre scuole rappresentano, per noi Giovani Democratici, la certezza, l’unica chiara soluzione per sfuggire alla incompetenza della nostra classe politica. Non tolleriamo alcuna disattenzione dell’attuale amministrazione in questo campo. Controlleremo con molta attenzione l’evolversi della vicenda del piano di ridimensionamento delle scuole a Pachino. Difendiamo la nostra scuola.

I nostri studenti godono di poca visibilità, poche attività sono loro dirette da parte della nostra amministrazione, così come inesistenti sono nel complesso le politiche giovanili. Se non fosse per l’interesse di alcune associazioni, come l’APAC, che puntualmente ogni anno stimola la creatività degli studenti pachinesi indicendo concorsi diretti a tutte le scuole, sarebbero nulle le attività extrascolastiche che permettono ai giovani di poter esprimersi nel territorio. Il confronto è indispensabile per accendere lo spirito critico che in città è spento da tempo. Non dimentichiamo i nostri studenti.

Il Coordinatore dei GD
Vitaliano Dilorenzo

Il Portavoce dei GD
Corrado Carnemolla

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Scritto da: pdpachino.it | 25 Gennaio 2012

Bruno: Sindaco Bonaiuto, dove sei?

E’ quanto ci chiediamo in questi giorni. Dalla lettura dei giornali scopriamo infatti che il sindaco ha smesso di governare ed ha passato la mano ad altri: Piero Scala e Salvatore Blundo, verosimilmente l’essenza (!) di questa amministrazione.

Le dichiarazioni dell’assessore Scala sul risanamento del bilancio comunale “a partire dal 2012″ confermano clamorosamente quanto da noi denunciato in questi due anni e mezzoin merito allo sperpero e allo scialo di denaro pubblico operato dal sindaco Bonaiuto (senza per altro averne la possibilità e con la copertura dei satrapi di palazzo), e mostrano come la strada per l’inferno sia costellata di buoni propositi!

Piuttosto che invocare una generica lotta all’evasione, tardiva e col rischio di essere vana visti i tempi che corrono (occorreva avviarla almeno da due anni, come da noi richiesto in occasione del bilancio di previsione del 2010 e del 2011), si pensi a tagliare tutte quelle voci di spese superflue che incidono in modo pesante sulle casse municipali. E non è vero quanto affermato da Piero Scala sulla revoca degli incarichi: rimangono sul campo, e al libro paga di Paolo Bonaiuto, quelli più pesanti ed onerosi, dal capo di gabinetto al direttore generale, dall’esperto al marketing all’incarico di oltre 100 mila € annui per un dipendente comunale in aspettativa, incarico per il quale abbiamo già chiesto un’indagine alla Procura Generale della Corte dei Conti.

Insomma: spese inutili che andrebbero decisamente tagliate per salvaguardare un bilancio municipale che proprio a causa di questo tipo di gestione corre a vele spiegate verso il dissesto. Ma lo capite che la gente è arrabbiata? Lo volete comprendere che con questo modo di amministrare il denaro pubblico alimentate pericolose tensioni sociali in un contesto già depresso e in piena crisi?

E la proposta dell’assessore Scala di canalizzare in un unico budget le voci in entrata può addirittura rivelarsi molto dannosa,se non si capisce che le somme vincolate non vanno toccate per alcuna ragione, come invece sembra sia stato fatto tanto con il mutuo per gli espropri dei terreni della piscina che con quello per l’acquisto dei locali dell’ex Standa. A proposito: perché il Comune è inadempiente rispetto a quanto pattuito e sottoscritto con i proprietari? Che fine hanno fatto quei soldi che erano a destinazione vincolata? A cosa sono stati destinati?

E veniamo al consigliere Blundo, vero deus ex machina di questa amministrazione: solo chi naviga da vent’anni nel palazzo di città, determinando di fatto le condizioni in cui ci troviamo, poteva affermare con cinismo quelle cose dette sul PRG e sullo sviluppo delle attività artigiane. Si è prima scagliato contro la moratoria sulle varianti al PRG e contro l’opposizione, accusata di ostacolare lo sviluppo economico del territorio, per poi tentare di porsi come interlocutore e referente delle piccole realtà artigiane del territorio. Una cosa è chiara: se ad oggi non abbiamo lo strumento urbanistico (scaduto da ben 14 anni!) per consentire alle piccole realtà artigianali di poter investire grazie ai finanziamenti regionali ed europei, la responsabilità è di chi da vent’anni ha di fatto impedito l’adozione del nuovo PRG con tutta quella sfilza di varianti continuamente presentate (ed approvate) in Consiglio, procrastinandone l’approvazione per tutto questo tempo. E le sue dichiarazioni appaiono ancore più ciniche davanti alla realtà delle cose: quando si svolse il dibattito sulla moratoria alle varianti al PRG (poco più di due mesi or sono), io mi dichiarai disposto ad escludere dalla moratoria le varianti che interessavano le piccole attività produttive ed artigiane, limitandone quindi la validità soltanto ai grandi interventi, come le speculazioni edilizie e turistiche in itinere. E ricordo che fu proprio il consigliere Blundo, dal quale ci saremmo aspettati maggiore saggezza politica, a rifiutare la mia proposta di mediazione, evidentemente interessato non a tutelare le piccole realtà artigiane, come oggi piagnucola, ma le grandi speculazioni turistiche. E ricordo sempre al consigliere Blundo che quella moratoria fu voluta e votata anche da chi oggi siede con lui in maggioranza e governa la città.

Sgombrato quindi il tavolo da finti equivoci e da veri bluff, ed entrando nel merito della questione sollevata dalle organizzazioni artigiane, alla CNA rispondiamo che siamo pronti a sederci immediatamente attorno ad un tavolo e discutere seriamente i termini della moratoria e gli interessi della categoria, ma nel rispetto inderogabile sia della normativa in materia di urbanistica che dell’iter sull’approvazione del Piano Regolatore Generale. E questo lo diciamo perché siamo realmente interessati e preoccupati di avviare uno sviluppo economico che sia al tempo stesso sostenibile e che non vada ad intaccare ulteriormente il già compromesso equilibrio del nostro territorio: gli strumenti ci sono e, almeno per quanto ci riguarda, anche la volontà di operare in modo coscienzioso, lungimirante e nell’interesse generale.

E a proposito di PRG è alquanto inquietante il silenzio dell’amministrazione: dopo la parvenza di tempestività che aveva fatto “silenziosamente” arrivare al Comune prima dell’estate (in tempi record!) il nuovo Piano, sull’argomento rimane il più stretto riserbo, nonostante più volte la IV Commissione Consiliare sull’Urbanistica abbia chiesto ufficialmente ai progettisti di presentarsi davanti al Consiglio Comunale per spiegare il lavoro svolto. Ma, evidentemente, i timori di Paolo Bonaiuto per un confronto serio e completo sul nuovo PRG sono più forti delle esigenze di dotare il territorio del nuovo strumento urbanistico.

Portate piuttosto al più presto il PRG in Consiglio Comunale (quello però che tiene conto delle Linee Guida approvate quasi un anno fa) per consentire alle realtà economiche di poter programmare i loro investimenti in un momento di gravissima crisi economica.

Per il resto non ci interessano le vostre alchimie politiche, le vostre manovre di palazzo per assicurarvi una maggioranza che con tutta evidenza non troverete mai, certamente fra la cittadinanza. Come non ci interessano nè i movimenti dall’opposizione alla maggioranza (i cambi di casacca) nè le trame del “puparo” di turno, convinto di gestire uomini e cose, ma assolutamente inadeguato ad affrontare i problemi complessi della nostra città. 
Ve l’ho già detto: se prima avevate l’arroganza dei numeri, oggi vi è rimasta soltanto l’arroganza. Ma con quella non si va lontano.

Roberto BRUNO
http://liberidiessere-pac

Scritto da: pdpachino.it | 25 Gennaio 2012

Sindaco Bonaiuto: la misura è colma!

Quanto l’amministrazione di Paolo Bonaiuto ci ha costretti ad assistere in questi giorni ha del vergognoso: da un lato lo sperpero di quasi 60 mila € per delle festività Natalizie assai discutibili nel contenuto, nella forma ed ancor più nelle modalità organizzative, la cui gestione sarebbe stata affidata, a quanto si apprende in “modo padronale”, ad un’associazione direttamente riconducibile a compagini consiliari e politiche ben individuabili; dall’altro il mancato pagamento dello stipendio di dicembre e della tredicesima ai dipendenti comunali. Mentre lui, il sindaco, nel contempo si fa vergognosamente liquidare la propria indennità di carica del mese in corso, come se il Natale dovesse trascorrerlo soltanto lui, e non anche i quasi ducecentocinquanta dipendenti del Comune: un diritto per sé garantito, ma a tutti gli altri negato! 

La misura è veramente colma, sindaco Bonaiuto e non ne possiamo più di tutte queste spese inutili e costose, dal sapore assai clientelare e sulla cui reale congruità avanziamo fortissime remore: come si fa a pagare 10 mila € per una scarna illuminazione natalizia di fronte alle profonde difficoltà di cassa dell’Ente? E poi apprendiamo che nella vicina Portopalo l’amministrazione comunale per l’illuminazione di Natale ha speso appena 1.300!!! Come mai tutta questa differenza? E che senso ha organizzare delle costose quanto inutili manifestazioni in piazza? Per quale indecente ragione il sindaco si liquida la propria indennità di carica, lasciando a secco i dipendenti del proprio stipendio proprio a Natale?

Questo scempio sistematico delle casse comunali assume sempre più i contorni di un vero e proprio “saccheggio” delle poche risorse economiche rimaste, specie in questo periodo di gravissima crisi per tutti. 

Per questa ragione chiederemo alla Procura Generale della Corte dei Conti e all’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali di intervenire tempestivamente per scongiurare il rischio del fallimento del nostro Comune, ipotesi che sotto il governo di Paolo Bonaiuto si fa sempre più concreta, con l’avallo di qualche satrapo che con questo sindaco spadroneggia nel palazzo di città.
Sperando, infine, che il nuovo anno posso essere migliore rispetto a quello che sta per concludersi, colgo l’occasione per abbracciarVi fraternamente tutti agurandoVi un

Buon 2012! 

(nonostante i sacrifici richiesti dal governo e… nonostante questo sindaco!)

Roberto Bruno

Scritto da: pdpachino.it | 25 Gennaio 2012

A volte ritornano: il parco eolico come la discarica?

Due anni fa (la vigilia di capodanno 2009) il sindaco Paolo Bonaiuto, nel silenzio e con il benestare della sua maggioranza, approvava in linea tecnica la variante per la realizzazione di un impianto eolico all’interno del territorio comunale. Bonaiuto parlava di “mini eolico”, ma il PD, carte alla mano, scopriva che quell’impianto prevedeva pali alti oltre 100 metri: altro che mini eolico!

L’allarme lanciato nelle settimane scorse dal coordinatore di Legambiente sull’esistenza “sottotraccia” di un progetto per la realizzazione di un parco eolico nel nostro territorio ci riporta quindi indietro a quei tempi e a quella vicenda. 

Martedì 20 dicembre una delegazione del PD di Pachino (Roberto Bruno, Vitaliano Dilorenzo e Corrado Carnemolla) ha verificato presso l’Assessorato Regionale all’Energia e all’Industria lo stato del procedimento amministrativo del progetto in questione: è emerso che la conferenza di servizi prevista per lo scorso ottobre è stata rinviata a data da destinarsi.

Ma rimane alta la nostra attenzione sulla vicenda, e abbiamo chiesto all’on. Bruno Marziano di presentare tempestivamente un’interrogazione al fine di conoscere l’iter completo del procedimento e i passaggi già consumati. 

Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà sull’impianto di parchi eolici nel territorio di Pachino, forti di un consenso popolare e dell’opinione pubblica che in diverse occasioni ha manifestato il proprio dissenso rispetto a questo tipo di intervento. 

Ci chiediamo inoltre come mai, puntualmente, si torni a parlare di eolico, visto, che il Consiglio Comunale in ben due occasioni ha bocciato progetti di impianti similari!

Vogliamo ribadire con forza, e una volta per tutte, che il territorio di Pachino non è in vendita. 
Non vogliamo speculatori di alcun tipo: né palazzinari, né imprenditori pronti a cementificare le nostre coste, né i signori del vento, né aziende pronte a interrare tonnellate di veleni pregiudicando la nostra salute.

Chiediamo pertanto all’amministrazione guidata dal sindaco Bonaiuto di procedere con un’immediata deliberazione con la quale si ponga definitivamente fine a questo argomento, e non accada piuttosto come per la discarica di Camporeale, dove il suo parere favorevole, reso in sede di conferenza di servizi (febbraio 2011) diede il via all’iter amministrativo, sul cui esito vi sono forti preoccupazioni e pesanti incognite.

Sulle problematiche ambientali questo sindaco ci ha oramai abituato a tutto.
Ma noi siamo pronti a tutto per impedire l’ennesimo scempio di Pachino e del nostro territorio.

Cogliamo l’occasione per salutarvi tutti e augurarvi, nel contempo, un sereno Natale

Roberto Bruno
consigliere comunale del Partito Democratico

Vitaliano Dilorenzo
Coordinatore dei Giovani del PD

Corrado Carnemolla
Portavoce dei Giovani del PD

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Scritto da: pdpachino.it | 25 Gennaio 2012

Il contagio della menzogna e i conti “sballati” di Bonaiuto.

 Appaiono assurde e paradossali le dichiarazioni del consigliere Blundo e quelle dell’assessore Scala: mentono, sapendo di mentire, pur di nascondere il fallimento dell’amministrazione Bonaiuto di cui fanno parte. Il Consiglio comunale, nell’ultima seduta, ha bocciato gli storni e le variazioni certificando come la spesa effettuata dall’amministrazione nel 2011 sia stata priva del criterio della trasparenza: e i nostri dubbi, che si sono rivelati fondati, li avevamo manifestati in occasione del voto al bilancio lo scorso dicembre 2010.

Ma come si può addebitare all’opposizione il mancato pagamento delle tredicesime dei dipendenti comunali? Con quale faccia tosta Blundo & Co. accusano l’opposizione, quando sono loro ad aver dimostrato ampia inadeguatezza amministrativa e politica? 

E’ vero che gli storni e le variazioni che abbiamo bocciato servivano a coprire le spese degli stipendi dei dipendenti comunali: ma come si fa a non programmare tale spesa essendo ampiamente programmabile fino al centesimo? 

Siamo di fronte a due scenari: o in sede di bilancio di previsione non si è tenuto conto delle somme in uscita per il personale dipendente del Comune, oppure nel corso dell’anno si sono attinti fondi a capitoli che sono vincolati come, appunto, quelli per il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Nel primo caso si certifica l’esistenza di un bilancio fittizio e l’incompetenza gestionale e contabile, oltre che l’inadeguatezza amministrativa, di chi gestisce le casse comunali; nel secondo caso siamo di fronte a quello che da due anni denunciamo, e cioè che questa è un’amministrazione spendacciona e che ha fatto dello spreco il perno della sua azione. Soltanto sotto questa luce si comprende la revoca di alcuni incarichi (non tutti, e certamente non quelli politicamente “di peso”): le revoche di qualche settimana fa servivano giusto per rimediare i soldi necessari a pagare gli stipendi dei dipendenti.

E appaiono ancora più risibili le affermazioni dell’assessore Scala, il quale si è giustificato (in Consiglio e sulla stampa) addebitando alla stabilizzazione degli ex contrattisti le ragioni per cui mancherebbero le risorse per pagare gli stipendi ai dipendenti comunali: ciò attesta, ancora una volta, quanto da noi paventato nei mesi scorsi, e cioè che tutta la procedura di stabilizzazione degli ex contrattisti presenta vistose anomalie, a partire dalla copertura contabile, se corrispondono a verità le dichiarazioni di Scala, e cioè che sono state utilizzate somme destinate ai dipendenti comunali per stabilizzare (in modo iniquo e senza alcun criterio professionale) i lavoratori a tempo determinato.

A Paolo Bonaiuto e alla sua (pseudo) maggioranza dico: in questi due anni avete governato con l’arroganza dei numeri; oggi avete perso i numeri, ma vi è rimasta l’arroganza! 

Di fronte a questo colossale fallimento non vi rimane che dimettervi e ridare la parola ai pachinesi.

Un caro saluto a tutti
Roberto Bruno

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Il servizio a pag. 39 su La Sicilia del 9 dicembre, è semplicemente sciacallaggio mediatico nei confronti di una città, di un territorio e di una comunità che con grandissimi sacrifici sta cercando di riqualificare un’area della provincia, per varie ragioni “massacrata” dalla politica e dalle istituzioni.

È a dir poco “stupefacente” leggere infatti articoli che dipingono il borgo di Marzamemi come un ricettacolo di drogati, alcolizzati e donnine dall’inequivocabile infima moralità.

Gli autori degli articoli hanno scambiato la parola “movida” con “bordello”. Torna utile precisare – e spiegare – che “movida”, di cui Marzamemi ad ogni buon fine si fregia, si usa per designare la speciale atmosfera di vitalità in campo culturale ed artistico che si vive in quel luogo, e non certamente il“bordello” descritto negli articoli del giornale, il luogo di perdizione con donne di malaffare che si vedono “barcollare sul basolato scivoloso della Balata” e che trascorrono le loro serate come “regine della notte, con tacchi vertiginosi e calze velate”, e dove l’alcol “scorre a fiumi, tra il tenue svolazzare del fumo degli spinelli”.

Per non parlare dell’utilizzo inappropriato di foto, accostate ad un infelice quanto menzognero titolo. A quella serata immortalata nella foto (un tranquillissimo compleanno fra amici) erano presenti i giornalisti autori degli articoli: imbucati alla festa sono stati invitati a restare, perché il popolo di Marzamemi è accogliente e cordiale con tutti (evidentemente fin troppo). Come è stato invitato, del resto, a rimanere alla stessa festa anche un deputato regionale, on.le Enzo Vinciullo (Pdl), capitato nella movida di Marzamemi (e non certamente nel “bordello” descritto dal giornale), con il quale i presenti si sono dilungati a parlare di politica sino a notte fonda: tutti hanno hanno avuto modo di constatare la sobrietà nei comportamenti e soprattutto la serietà delle persone.

Quale il fiume di alcol descritto? Dove gli spinelli? Ma di che “gusto salmastro” si parla?

Con quell’articolo non soltanto Marzamemi ha subito un torto, ma si è cercato con premeditazione di assassinarlo nella sua essenza: la movida che, appunto, significa vitalità e non bordello.

Marzamemi non è certamente l’immagine storpiata descritta dal giornale; e non lo è soprattutto la raffigurazione delle sue donne, descritte come mangiatrici di uomini ed alcoliste. Questa immagine è devastante, perché la movida di Marzamemi, in verità, offre circa 500 posti di lavoro, direttamente e nell’indotto: tutte persone oneste che hanno investito il loro denaro per riqualificare un’area che offre poche opportunità ai nostri giovani. Ma il borgo è soprattutto un luogo dove migliaia di ragazzi trascorrono da anni le loro serate e le loro nottate divertendosi in tranquillità, ballando sotto le stelle (anche in inverno) e trascorrendo ore liete con i propri amici; ed è lo stesso posto dove moltissime famiglie trascorrono i loro pomeriggi e le loro serate, cenando nei locali ed attardandosi a chiacchierare mentre i loro bambini giocano sulla bella piazza.

E l’articolo del giorno dopo, pubblicato per tentare in qualche modo di rimediare al danno fatto, è a dir poco risibile e, pertanto, nemmeno commentabile: lacrime di coccodrillo versate dopo aver cercato di assassinare la vitalità di un borgo e la dignità delle sue persone. Ci vorranno anni per recuperare il danno subito: ma abbiamo tutta la tenacia e l’energia di questo mondo per farlo!

Non permetteremo a nessuno di infangare il buon nome di Marzamemi. Non lo abbiamo fatto quando un manipolo di disadattati hanno cercato di furoreggiare con le risse, e non lo permetteremo ora che qualcuno è evidentemente infastidito dalla vitalità giovanile, artistica e culturale del borgo: perché Marzamemi, non lo dimentichiamo, è anche e soprattutto cultura!

Per questo chiedo risolutamente che l’amministrazione municipale sporga immediatamente una formale denuncia per l’immagine devastante offerta del borgo con quegli articoli e per l’inevitabile danno che tutti (operatori economici, donne, giovani e famiglie) abbiamo subito con quegli articoli, demandando alla valutazione serena di un giudice se si sia trattato di un semplice sciacallaggio mediatico o di un “assassinio premeditato”.

Un caro saluto a tutti
Roberto Bruno

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Noi GD di Pachino ci uniamo all’allarme lanciato dal Centro Studi Ibleo per voce del presidente Ezio Palazzolo. Come ente capofila del progetto per il gruppo di amministrazioni di Avola, Noto, Portopalo, Rosolini, l’ente pachinese ha ricevuto la somma di 450.000 euro sulla quale sorge il sospetto di una possibile devoluzione ad altre “priorità” individuate da Bonaiuto & co.

450.000 euro per ridare luce alla creatività dei giovani, per permettere alle nuove generazioni di dare slancio ad una economia da tempo paralizzata, per rendere vive le speranze di chi ha smesso di sognare dinanzi alla corruzione dilagante e ad una dirigenza alquanto invecchiata.

Ancora una volta questa amministrazione non si smentisce. Ha disatteso nuovamente i propri impegni e ciò acquista maggiore valenza nei confronti di un progetto rivolto ai giovani.

La minaccia di una protesta da parte degli operatori dimostra che l’amministrazione Bonaiuto è solo buona a foraggiare le poltrone di parenti e amici, senza dimostrare rispetto ed interesse nei confronti di chi lavora senza vedere un euro. 

Siamo disgustati di un comune diffidato, indagato, sfiduciato dai cittadini, tacciato di sregolatezza, poco trasparente, retto da soggetti incapaci, irresponsabili e che non riescono a dare risposte, che non paga chi presta il suo servizio e che sperpera il denaro pubblico.

Non esiste un’immagine più chiara: Bonaiuto come Berlusconi. La sua attività amministrativa, priva di credibilità, ha reso Pachino la città zimbello della provincia. Il crollo del suo progetto politico ha inferto il colpo di grazia alla città. Paolo Bonaiuto è emblema del fallimento di una intera generazione, incapace di gestire la cosa pubblica, dalla quale avremo in eredità solo macerie.

È necessario, alquanto vitale, un cambiamento.

Nuove elezioni e una nuova classe dirigente: giovane.

Il coordinatore dei GD 
Vitaliano Dilorenzo
Il portavoce dei GD
Corrado Carnemolla

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