Nel recente passaggio alla SAI 8 (cioè a privati) della gestione idrica dell’acquedotto pachinese gli unici a guadagnarci sarebbero (come sempre) un ristretto gruppo di politici e amministratori che approfittando del disinteresse generale e della copertura politica della propria maggioranza, stanno per fare assumere (secondo i soliti bene informati) i propri congiunti dall’azienda consociata dell’ATO idrico. Così dopo avere assistito per i primi mesi alla Sprecopoli, con un continuo sperpero di denaro pubblico elargito ad amici e clienti con inutili incarichi e costose consulenze, vediamo adesso insediarsi una nuova Parentopoli, con parenti di amministratori e di politici al fianco del sindaco Bonaiuto pronti per essere assunti dalla SAI 8 dell’ATO idrico.
Ci chiediamo e chiediamo soprattutto all’amministrazione quali siano i criteri che si intende seguire nella selezione del personale da assumere: esiste un bando e una selezione pubblica? Esistono criteri trasparenti a cui è affidata la selezione del personale, oppure dobbiamo tristemente assistere ancora una volta all’uso politico del posto di lavoro, alla “segnalazione” da parte del politico di turno che fregandosene della tanto conclamata meritocrazia e della collegialità crede veramente che il comune di Pachino sia diventato una succursale dell’ufficio di collocamento?
E abbiamo così capito le vere ragioni per cui lo scorso dicembre la maggioranza del sindaco Bonaiuto bocciò una nostra risoluzione con la quale chiedevamo che la gestione dell’acqua rimanesse pubblica: altro che migliorare il servizio per i cittadini!
È giusto che i cittadini sappiano che il costo per eventuali assunzioni alla SAI 8 ricadrà sulle casse del comune, cioè sulle nostre tasche!!! Alla faccia del risanamento, dell’efficienza, della trasparenza e dell’economicità dell’azione amministrativa.
