Care amiche e cari amici,
il Piano Casa votato all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) lo scorso marzo, grazie all’impegno del gruppo parlamentare del Partito Democratico, può rappresentare un valido strumento a sostegno del settore edilizio (che sta attraversando una cronica crisi come non si vedeva da decenni) e un incentivo per il rinnovo del patrimonio edilizio residenziale dei centri urbani siciliani, che punta ad estendere le tutele antisismiche, quelle idrogeologiche e il risparmio energetico. Il Piano Casa infatti coniuga le esigenze di rilanciare il settore edilizio con quello del rispetto e della tutela ambientale ed idrogeologica dei centri urbani, e nella sua impostazione di fondo (fortemente voluta dal Partito Democratico all’ARS) si è inteso evitare che esso diventasse uno strumento in mano ai soliti palazzinari per compiere l’ennesima devastazione dei centri storici, delle coste, dei territori siciliani.E a Pachino cosa succede? Sembra di essere in un’altra repubblica: la repubblica di Bonaiuto!In occasione dell’ultimo consiglio comunale (19 luglio) la maggioranza ha votato una delibera che stravolge il Piano Casa recentemente approvato dall’ARS estendendo nelle “zone A” (cioè nei centri storici) di Pachino e Marzamemi la possibilità di un aumento della cubatura per gli edifici sino al 35% (nei casi di demolizione e ricostruzione).A nulla è valsa la nostra battaglia, sia in sede di Commissione consiliare che durante i lavori nell’aula, dove abbiamo spiegato la palese illegittimità della delibera, poiché in contraddizione con la legge stessa del Piano Casa (la lettera j del comma 2 dell’art. 11) che vieta esplicitamente la sua applicazione nei centri storici.
Cosa ancor più grave è stata la sua estensione nel centro storico di Marzamemi, per cui corriamo il fortissimo rischio di assistere ad una superfetazione della volumetria degli edifici che vi ricadono: cioè un vero e proprio scempio del borgo! In occasione di quel consiglio comunale abbiamo battagliato sino all’ultimo minuto, e nonostante la palese illegittimità della delibera abbiamo presentato un emendamento per escludere la “zona A” (il centro storico) di Marzamemi dalla delibera. Un centro storico non è la sommatoria di singoli edifici, ma una struttura composita e complessa, fatta di edifici, strade, viuzze, illuminazione, irradiazione solare, usi, tradizioni, costumi, attività economiche sostenibili, che in questo modo rischiano seriamente di essere compromesse. La maggioranza che sostiene il sindaco Bonaiuto, ancora una volta, è stata sorda e muta di fronte alle nostre osservazioni (sia sull’illegittimità della delibera che sulla richiesta di escludere il centro storico di Marzamemi dal Piano Casa, come del resto prevede la legge), ed ha bocciato il nostro emendamento.
Ovviamente noi non ci fermiamo e ricorreremo alla Regione per affermare la giustezza delle nostre posizioni. Il centro storico di Marzamemi non può essere sottoposto, ancora una volta, a brutture e storture edilizie (avete presente il palazzo delle poste, vero?) perpetrate in nome della speculazione. Chi decide di non reagire si rende in qualche modo complice; e noi non vogliamo renderci complici!
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Roberto BRUNO
