- di Marco Lao![]()
Cari amici e compagni, iscritti al Partito Democratico, vorrei, se riesco, provare in pochi minuti a presentarvi la mozione Bersani non in modo classico fornendovi semplicemente le idee che Bersani ha per il Partito Democratico ma tentare di spremerle centrifugarle e quindi estrapolarne il significato e calarle nella nostra realtà locale, nelle nostre vicine vicende politiche interne, per potercene servire più proficuamente possibile. Anzitutto occorre fare un introduzione in cui vanno sottolineati almeno due elementi di estrema importanza che sono emersi in questa fase congressuale: - primo, il tesoro di grande valore che tutte e tre le mozioni rappresentano, ricchezza per il dibattito congressuale tale da essere immediatamente spendibile nella vita politica del partito(ognuno dei candidati infatti ha messo in campo delle idee e dei suggerimenti utili per la costruzione del Partito e non sono e non dobbiamo farle diventare un ennesima contrapposizione,questo congresso deve servire per unire e non per dividere).- secondo, cosa forse ancora più importante, è rappresentato dalla (multi-varietà) dall’eterogenità di sostenitori delle due mozioni principali che concorreranno alle primarie del 25 ottobre. Mi spiego più semplicemente facendo due semplici esempi: è assolutamente un bene, che il candidato alla segreteria nazionale Franceschini abbia come primo sostenitore una persona come Piero Fassino o ancora ad esempio che Rosy Bindi ha sposato il progetto di Bersani, assistere infatti alla scelta compiuta dall’ultimo segretario dei DS o a quella di una della leader più carismatiche della Margherita ci fa’ dedurre che un primo passo verso quella fusione delle varie anime del partito e’ già stato compiuto, le diversità cultural-politiche presenti si sono tra loro spontaneamente mischiate e riunite in modo che le differenti lingue parlate siano solo ricchezza culturale, (con la consapevolezza che c’è ancora strada da percorrere ma almeno un primo passo e’ stato compiuto).
Premesso ciò cercherò di parlarvi non suggerendovi le ragioni per cui e’ meglio votare per un candidato piuttosto che ad un altro, infatti sta a noi raccogliere le informazioni sulle varie mozioni valutare e quindi scegliere la visione di partito che i vari candidati ci offrono e che più ci piace, io da parte mia cercherò solamente di usare lo stesso linguaggio che userebbe Bersani. Inizio dicendo che finalmente siamo giunti al primo congresso del PD, un congresso fondativo perchè a me questo partito, così com’è fatto, non mi piace , così non ci siamo mica , non va bene, anzi non và assolutamente bene; questo partito ha disatteso le aspettative di tanti iscritti, elettori e semplici cittadini, che credevano in qualcosa di diverso e li abbiamo
abbandonati a loro stessi senza prendercene cura,(pensiamo ad esempio ai quasi tre milioni di persone che votarono alle scorse primarie) senza coinvolgerli abbastanza, aprendo una falla tra gli iscritti e gli elettori, così il PD delude e perde voti nelle competizioni elettorali. Gli elettori, invece rappresentano la nostra più grande risorsa e dobbiamo essere quindi non solo il partito degli iscritti ma il partito degli elettori. Questo congresso serve a questo, per fondare un partito che non rifaccia gli errori del passato e che riesca a rimediarli, questo congresso serve per fondare un partito che non c’è mai stato, per costruire una realtà totalmente diversa da quella del passato, creare “un’altra cosa”rispetto alle due importanti e necessarie esperienze dei DS e della Margherita che vanno oramai archiviate. Si tratta di cominciare a discutere insieme e mettere in comune le opinioni, l’esperienze, i valori, i percorsi diversi affinchè questa costituisca la vera ricchezza per il PD ed ancora come dice Bersani stesso occorre discutere e non litigare non c’è bisogno di litigare,c’è bisogno, oggi più che mai, dell’aiuto di tutti, non abbiamo bisogno delle critiche, abbiamo bisogno dei pareri di tutti per dare un identità ad un partito che ancora un identità non ha. Questo è il primo punto essenziale costruire un IDENTITA’ al PD, un partito non più con mille facce, ma un partito con una sola voce, perché bisogna parlare chiaramente agli italiani e noi ai pachinesi dire come noi vediamo le cose senza spaccature al nostro interno, ecco perché ritengo essenziale capire che il 25 ottobre chi diventerà segretario sarà il segretario di tutti e tutti dovranno sentirsi rappresentati da questi chiunque sia Bersani o Franceschini o Marino, non ci si può più permettere che qualcuno dica:-“non e’ il mio segretario non l’ho scelto io”, perché così non funziona. E non possiamo più permetterci di paralizzare la vita di un partito con dei meccanismi perversi e subdoli frutto di vecchie logiche politiche piegate all’interesse, diciamolo pure, di una o di un’altra area politica e perfino le regole applicate in questo congresso purtroppo ne sono un chiaro esempio( l’interpretazione diversa che si dà allo strumento delle primarie- l’adozione della legge elettorale criticata dal PD stesso ma usata per i propri fini), ne risulta un tentativo mal riuscito di mediazione che di fatto allontana gli elettori e che crea disaffezione verso gli stessi tesserati. E non possiamo più permetterci di usare le primarie indistintamente senza un criterio responsabile rischiando che il risultato venga distorto da altre forze politiche; occorre quindi, portare al voto gli iscritti e gli elettori e basta, a meno che si tratti di altre cariche pubbliche. Dal 25 ottobre dovremo dire chiaramente ai cittadini che tipo di opposizione fare, si tratta di saper trarre vantaggio dalle vicende che giorno dopo giorno coinvolgono e avvolgono Berlusconi che è diventato oramai ricattabile da tutti i punti di vista quindi vulnerabile contraddistinto dal suo forte carisma che ancora regge ma che già sta segnando il passo che lo porterà verso un declino sicuro. E noi in tutto questo che ruolo avremo? riusciremo a dare un alternativa di governo valida e forte alle persone? saremo quel partito veramente riformista e popolare che lo
stesso Bersani vuole costruire?. Ecco altri 2 elementi essenziali nel cammino del PD. Applicare quelle riforme al quale l’Italia si è ormai disabituata e diventare popolari cioè ritornando ad essere il partito di tanti, il partito della gente, non solo il partito degli intellettuali di sinistra, ma il partito dei lavoratori, stando in mezzo alle persone, radicarsi nel territorio e ridiventare la cassa di risonanza delle esigenze del comune cittadino che sta male che soffre la crisi e noi dobbiamo essere pronti a dare delle soluzioni anticrisi. Ma dobbiamo dire facilmente ai nostri elettori che politica di alleanze occorre attuare e due sono le cose certe: riprendere il progetto dell’Ulivo lì dove l’abbiamo lasciato(anche questo è un concetto che ridefinendolo può anche ritornare utile per le alleanze locali)e ritornare ad essere il motore trascinante di tutto il centro sinistra; e la vocazione maggioritaria alla quale si pensava si è rivelata errata facendoci perdere le elezioni perché il punto non è attuare il bipartitismo ma realizzare il bipolarismo che è cosa ben diversa perché non è possibile fare tutto da soli e governare da soli, gli italiani hanno bisogno di pensare nel futuro non ad un governo di un solo partito ma ad un governo di più interlocutori. In questi giorni ho avuto modo di ascoltare alcuni discorsi di Bersani e ci sono state in particolare due definizioni di partito date che mi hanno attratto e mi hanno assai convinto; la prima consiste nel pensare il partito come comunità di protagonisti perché questo non è il partito di un leader solo se qualcuno pensa al modello berlusconiano contraddistinto dal carisma trascinatore si sbaglia di molto, siamo invece una comunità di uomini e donne che accomunati da un forte senso di appartenenza facciano insieme delle proposte nuove nel territorio di riferimento. La seconda definizione è il partito come strumento e far sì che questo strumento funzioni, il partito, infatti è solo un mezzo, il fine è il Paese, l’Italia, per noi deve essere Pachino e i pachinesi. Il partito non va costruito per noi, ma per gli altri, per quelli che ancora non ci sono, per quelli che vorrebbero votarci ma ancora non lo fanno e su questo punto come anche negli altri trovo una similitudine con la storia locale del PD pachinese chiuso su se stesso a mò di chiocciola troppo occupato a risolvere le beghe interne coinvolti in una esasperante ricerca di posti di rilievo perdendo di mira ciò che per noi deve essere essenziale: fare politica per gli altri. Io penso che dobbiamo darci un tempo massimo per risolvere i nostri problemi che potrebbe coincidere con la fine ultima di tutta la fase congressuale compresi i congressi locali, per spostare definitivamente l’attenzione agli altri ed io dico soprattutto ai giovani. Mi avvio alla conclusione riprendendo da dove ho cominciato a parlare, finalmente siamo arrivati al primo congresso dei democratici sarà un congresso fondativo, non fatto per dividere ma per unire sarà il primo passo anche qui a Pachino per ripartire finalmente, perché in questi venti mesi francamente non c’abbiamo fatto una bella figura, sarà un congresso vero diversamente da altri luoghi in cui non esiste confronto tra pari ma c’è solo un padrone e un dittatore che usa lo strumento della politica per tutelare i propri
interessi, qui invece si ragiona, ognuno dirà la sua e si costruisce insieme un progetto per l’Italia e per Pachino ed è per questo che giorni fà abbiamo deciso io ed alcuni amici democratici di dar vita al comitato “Per Bersani”di cui è stata fatta anche comunicazione ufficiale negli organi di stampa locale. Il comitato, infatti,
vuole essere intanto un modo per ripartire e far ripartire il dibattito interno, perché non siamo una lista civica ma un apparato organizzato su scala nazionale che dovrà suggerire le linee guida anche per il nostro circolo e noi tutti siamo chiamati a dare nuove idee, ma sicuramente non vuole essere un comitato distinto e separato da chi propone soluzioni diverse all’interno del PD (vedi l’esperienza locale recente con i comitati per Veltroni), anzi sarà un modo per confrontarci con i sostenitori di Franceschini e di Marino, riconoscendo ad esempio a Franceschini la validità del lavoro finora svolto. Concludo augurando a tutti noi una stagione congressuale proficua che per noi continuerà fino alla fine dei congressi locale e provinciale in cui daremo finalmente un volto al Partito Democratico che sappia dire nuove cose ai cittadini perché come ha detto anche Bersani ciò che il PD aveva di meglio da dire non lo ha ancora detto.
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