- di Roberto Bruno
Si apprende dalla lettura della stampa e sorprende la risposta piccata dell’assessore Mallia al mio comunicato sulla questione della presenza delle donne nell’amministrazione comunale.
Nel ricordare all’assessore Mallia che non facciamo disquisizioni giuridiche sull’abrogazione di leggi o su interpretazioni delle stesse, si vuole precisare a tal fine che l’art. 6, comma 3, del D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 a cui facevo riferimento nel comunicato del 07 u.s. (così come nell’interpellanza presentata al Sindaco e nell’interrogazione al Difensore Civico) è pienamente in vigore, trattandosi del T.U.EE.LL. (Testo Unico sugli Enti Locali) di cui sono certo l’assessore Mallia è pienamente a conoscenza vista la professione da Lui esercitata.
Ma non siamo in un’aula di tribunale né tanto meno ci risulta che l’assessore Mallia sia stato incaricato di difendere l’Ente nei confronti di un ricorso al TAR che, almeno per il momento, non abbiamo promosso.
Molto più semplicemente, ma al tempo stesso sostanziale, con la recente iniziativa il circolo del Partito Democratico e il gruppo consiliare di Progetto Pachino ha inteso sollevare un problema e alcune considerazioni di natura politica: è del resto un dato politico incontrovertibile la totale assenza di donne nella giunta, in contrasto con lo Statuto Comunale che invece ne prevede la presenza, ed in contrasto con il su citato T.U.EE.LL.
Si precisa inoltre che non c’è alcun intendimento persecutorio nei confronti dell’assessore Mallia il quale in modo sibillino ci critica di aver sollevato la querelle sulle pari opportunità solo dopo il proprio ingresso in giunta. Pertanto l’assessore Mallia può tranquillamente continuare a ricoprire la sua carica assessoriale, ricordandogli però che il mondo, almeno per quanto riguarda il Partito Democratico, non gira attorno a Lui.
Ma rimangono come un macigno le obiezioni politiche che abbiamo sollevato: le sue dichiarazioni, inoltre, appaiono ancore più strambe visto che lo stesso è detentore proprio della rubrica sulle pari opportunità. Pertanto nel ribadire quanto affermato nel precedente comunicato lo invitiamo piuttosto ad impegnarsi per svolgere al meglio il proprio mandato amministrativo, a partire dalla delega sulle pari opportunità, così come Lo invitiamo a rispondere nel merito delle questioni politiche che abbiamo sollevato (mancanza di donne in giunta) senza scorciatoie giurisprudenziali.
È una questione squisitamente politica, almeno per il momento, e in questa sede va affrontata e risolta, trattandosi oltremodo di un principio democratico e di grande civiltà.
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