Scritto da: pdpachino.it | 26 Febbraio 2010

CONTRO LA CRISI AGRICOLA LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO

L’agricoltura del territorio di Pachino sta vivendo una gravissima crisi che ha messo in ginocchio l’economia di una intera comunità. Da almeno tre anni si registra una drammatica riduzione delle aziende agricole pachinesi, con la conseguente diminuzione della Superficie Agricola Utilizzata e la chiusura di numerose piccole e medie aziende, la contrazione degli investimenti per quelle che riescono con difficoltà a rimanere nel mercato, il licenziamento di un numero crescente di braccianti ed operai, lo slittamento progressivo dei piccoli imprenditori verso una condizione di sudditanza nei confronti degli operatori più grossi. Lunga e complessa l’origine di questa crisi agricola; a fenomeni di natura strutturale che risalgono a meccanismi di controllo e gestione dei mercati si sono aggiunti adesso anche fenomeni congiunturali dovuti alla crisi finanziaria degli istituti bancari: l’attuale stato di crisi è inoltre figlio di scelte sbagliate operate nel passato.

Il Partito Democratico sostiene la protesta delle organizzazioni di categoria e appoggia la richiesta avanzata al Governo sull’indizione dello stato di crisi: ciò consentirebbe lo slittamento dei pagamenti degli oneri sociali, previdenziali ed esattoriali, lasciando alle piccole aziende del settore, che costituiscono l’ossatura della produzione agricola, un minimo di risorse indispensabili per affrontare le spese occorrenti alla prosecuzione delle attività legate alla campagna in corso e di preparare quanto necessario per quella a venire. Chiediamo inoltre che la Regione Siciliana riconosca alle aziende agricole quanto già viene riconosciuto al settore della pesca in materia di carburante (questo consentirebbe un notevole risparmio economico sull’acquisto del gasolio) e di avviare interventi mirati alla sostenibilità energetica con misure a sostegno del foto-voltaico (abbattimento dei costi dell’energia elettrica). Inoltre si chiede l’intervento della Regione affinché il cosiddetto “decreto spalma debiti” possa essere un concreto strumento a sostegno di tutti e non applicato in base a misteriosi criteri e a seconda della discrezionalità delle banche. Al Comune di Pachino chiediamo di predisporre un apposito capitolo nel bilancio in corso di approvazione come Fondo di garanzia per le piccole aziende agricole del territorio per consentire loro di attingere con maggiore facilità ai finanziamenti dei consorzi Fidi. Agli istituti bancari chiediamo di facilitare l’accesso al credito per le piccole aziende produttrici al fine di immettere liquidità nel sistema produttivo complessivo. Queste le proposte che il Circolo del PD avanza per tamponare nell’immediato gli effetti congiunturali della crisi del comparto agricolo.

Avviate queste procedure però occorre necessariamente mettere a punto tutta una serie di interventi per riorientare il settore e farlo definitivamente uscire dalla crisi strutturale in cui versa da anni. A tal fine riteniamo che sia indispensabile avviare una sinergica collaborazione da parte degli operatori (piccoli, medi e grandi) con le istituzioni e le banche per la costituzione di un serio, efficace e trasparente consorzio di commercializzazione. Questo consentirebbe di mettere in atto strategie più ampie volte alla costituzione con le altre realtà territoriali vicine di politiche integrate come la costituzione del distretto agro-alimentare. Allo Stato chiediamo di porre ferrei controlli ai prodotti stranieri in entrata nel mercato nazionale, contro le contraffazioni del marchio e le frodi, a sostegno della produzione siciliana e a tutela dei consumatori. Alla Regione chiediamo di stilare accordi con le ASL dell’isola affinché nelle mense degli ospedali venga servito prodotto siciliano: ciò garantirebbe i consumatori sulla salubrità dei prodotti e offrirebbe ai produttori siciliani un canale di vendita certo. Inoltre chiediamo di avviare il Piano di Sviluppo Regionale 2007/2013 per l’imprenditoria giovanile.  Alla Provincia Regionale di Siracusa chiediamo di avviare una efficace politica di marketing pubblicitario volta a sostenere i prodotti agricoli locali in tutto il territorio nazionale attraverso cartelloni pubblicitari negli aeroporti e in altre forme pubblicitarie (come ad esempio negli stadi). Al Consorzio IGP chiediamo di avviare serie politiche volte ad attrarre quanti più produttori possibili e non soltanto i grandi: il marchio di tutela deve essere uno strumento della produzione locale intera e non esclusivo appannaggio di pochi.

1.    PROCLAMAZIONE dello STATO DI CRISI: slittamento pagamenti degli oneri sociali, previdenziali ed esattoriali

2.    FACILITARE L’ACCESSO AL CREDITO PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

3.    COSTITUIRE UN FONDO DI GARANZIA da parte del Comune di Pachino PER L’ACCESSO AI CONSORZI FIDI

4.    RIDUZIONE DEL PREZZO DEL GASOLIO per le aziende agricole

5.    RIDUZIONE DEI COSTI PER L’ENERGIA ELETTRICA attraverso incentivi sul foto-voltaico

6.    ATTUAZIONE DEL “DECRETO SPALMA DEBITI”

7.    MIGLIORAMENTO DELLA RETE COMMERCIALE e PROMOZIONE DEL CONSORZIO UNICO DI COMMERCIALIZZAZIONE

8.    CONTROLLI SUI MERCATI CONTRO LE CONTRAFFAZIONI E LE FRODI

9.    INCENTIVARE UN PIANO DI MARKETING A LIVELLO NAZIONALE PER I PRODOTTI LOCALI

Da questa crisi dobbiamo trarre insegnamento e rilanciare nuovamente l’agricoltura di Pachino e la prosperità dei pachinesi

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