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GD
NASCE IL GRUPPO DEI GIOVANI DEMOCRATICI
Nasce il gruppo dei giovani democratici di Pachino. Alla prima riunione hanno partecipato Vitaliano Dilorenzo, Corrado Carnemolla, Salvatore Lauretta, Davis Spataro, Denise Sgandurra, Viviana Vernuccio, Giovanni Covato, Jessica Ferrara, Marco Mirmina, Giovanni Borgh, Andrea Spataro giovani liberi e decisi ad impegnarsi seriamente per dare nuova linfa alla politica pachinese, perché in questo paese ci vivono, perché in questo paese vogliono continuarci a vivere. Tutto ciò rientra in un progetto, quello di svecchiare la politica, sicuramente non nel modo tanto decantato da “qualcuno” che pensa di attirare i giovani con la sirena degli incarichi, ma seriamente; un gruppo che prende in considerazione tutte le tappe necessarie per un vero passaggio di testimone: all’interno del partito, con la formazione, l’esperienza e soprattutto una piena presa di coscienza del vero significato della parola politica come sacrificio, volontà, etica, impegno, professionalità, trasparenza, servizio per i cittadini. Noi giovani siamo stanchi di vedere pachino sprofondare nel fango, siamo stanchi della non amministrazione di questo paese, pretendiamo che per Pachino si faccia qualcosa di serio, e quindi vogliamo prendere in mano le redini del nostro futuro. Per questo diciamo NO a finte rappresentanze dei giovani che si materializzano solo come posti di sottogoverno per maniaci di onnipotenza. Non ci arrendiamo, anzi ci riuniamo in gruppo per dire NO a quella che sta diventando una realtà cioè una “Pachino senza futuro”. In occasione della prima riunione è stato affidato a Vitaliano Dilorenzo il coordinamento del gruppo dei Giovani Democratici: ”Noi giovani del PD –dichiara Dilorenzo- abbiamo molto da dire: a breve infatti interverremo sulla questione del Parco Urbano e sulla questione del controllo a Marzamemi, interagendo ovviamente con il consigliere comunale del nostro partito in modo da essere quanto più incisivi possibili. Intendiamo denunciare tutto le occasioni di cattiva amministrazione e di scarsa sensibilità nei confronti dei giovani”.
Il coordinatore dei Giovani Democratici di Pachino
Vitaliano Dilorenzo
Marzamemi: «Sabato notte il borgo è invivibile».
Dopo l’ennesima rissa le forze politiche prendono posizione per chiedere maggiori controlli sul Borgo marinaro. I Giovani democratici lanciano l’allarme: «Scarsa cultura del divertimento di alcuni ragazzi che sfogano la loro eccitazione dovuta al consumo eccessivo di alcol»
MARZAMEMI – Marzamemi invivibile e degradata nei fine settimana. Dopo l’ennesima rissa, verificatasi sabato scorso, le forze politiche prendono posizione per chiedere maggiori controlli sul borgo marinaro. Una presa di posizione arriva dai giovani del Partito Democratico secondo i quali «è diventato invivibile Marzamemi il sabato notte». Il gruppo dei Giovani Democratici di Pachino ha affidato ad un comunicato stampa il grido di allarme relativo al degrado civico nella frazione turistica pachinese.
«Denunciamo la scarsa cultura del divertimento di alcuni gruppi di giovani, che sfogano la loro eccitazione dovuta al consumo eccessivo di alcool e droghe in risse scenografiche. Tutto ciò deturpa l’immagine e il fascino del borgo marinaro. – affermano Vitaliano Dilorenzo e Corrado Carnemolla, coordinatore e portavoce dei giovani del Pd pachinese – La rissa di sabato scorso è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Prorompente avanza un modo di agire neo-fascista e razzista, pur essendo un paese che dà lavoro a un numero elevatissimo di extracomunitari. Non è possibile – aggiungono Dilorenzo e Carnemolla – che Marzamemi diventi una zona franca dove la legge non punisce i trasgressori e non contrasta forme di intolleranza ingiustificata. E’ questa l’immagine che vogliamo dare di Pachino e in particolare di Marzamemi: un paese rissoso e razzista? In un paese democratico è possibile avallare avvenimenti del genere? Diciamo no a questo malcostume e a questa vergogna, non tolleriamo il ripetersi di questi atti di inciviltà, pensiamo di poter rappresentare tutti coloro che vivono il sabato sera come una risorsa e non come un pretesto per innescare risse». I Giovani Democratici pachinesi parlano inoltre di scarsa sensibilità degli amministratori locali su questo tema.
«Lamentiamo, inoltre, – prosegue la nota dei Giovani Democratici – la scarsa presenza nel territorio delle forze dell’ordine. Marzamemi è una risorsa e chiediamo a questo punto che si intensifichi il rapporto di collaborazione tra esercenti, amministrazione e forze dell’ordine, affinché possiamo vivere in un contesto sano e civile». Il capogruppo consiliare del Pdl, Patrizia Tossani, parla di problema che da tempo è sotto i riflettori. «Non c’è alcuna sottovalutazione né trascuratezza poiché Marzamemi è patrimonio di tutti – afferma Patrizia Tossani – anzi abbiamo già stilato, su input del sindaco, un piano preciso che guarda a Marzamemi sotto tutti i punti di vista, a partire da quello dell’ordine pubblico, per il quale coinvolgeremo naturalmente le forze dell’ordine. C’è inoltre un progetto per allestire delle attrazioni per tutti i week-end nel corso della stagione turistica e per il potenziamento della rete elettrica».
Sergio Taccone - La Sicilia 25/02/2010
Emergenza microcriminalità.
Il sindaco Paolo Bonaiuto chiede al prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza.PACHINO – Il sindaco di Pachino, Paolo Bonaiuto, ha chiesto al prefetto di Siracusa la convocazione di una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica da tenersi a Pachino, nell’aula consiliare di via Rubera. Una richiesta che giunge dopo l’escalation di eventi negativi che hanno toccato da vicino proprio la sicurezza dei cittadini. La lettera del primo cittadino è arrivata anche al questore di Siracusa e ai comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, Massimo Mennitti e Cosimo Tripoli. Il primo cittadino punta l’attenzione soprattutto sul nuovo atto intimidatorio ai danni del direttore generale della Banca Di Credito Cooperativo, Corrado Bongiovanni, che ha subito il danneggiamento dell’autovettura, data alle fiamme la scorsa settimana a Marzamemi.Un atto intimidatorio inquietante e compiuto, per di più, in prima serata (prima delle ore 20) quando in quella zona transitavano numerosi autoveicoli. Bonaiuto si è soffermato anche sulle risse che si verificano sistematicamente a Marzamemi. «A destare preoccupazione – scrive il sindaco pachinese – sono le tante auto date alle fiamme nell’ultimo periodo e le continue risse nella borgata spesso con feriti, probabilmente risultato di una guerra per il dominio del territorio al fine dello spaccio di sostanze stupefacenti». La situazione è molto delicata e i segnali non sembrano indurre all’ottimismo. Per questo Bonaiuto chiede l’intervento immediato delle autorità preposte alla sicurezza pubblica. Sulle risse a Marzamemi avevano fatto sentire la loro voce, già alcuni giorni addietro, i giovani del Partito Democratico di Pachino, i quali avevano invitato tutte le istituzioni locali, le realtà politiche e le forze dell’ordine a prendersi subito carico del problema che deturpa l’immagine del borgo marinaro che nei fine settimana diventa quasi invivibile a causa di alcuni teppisti e malviventi che non esitano ad innescare risse furibonde, spesso per motivi meno che futili.Resta, inoltre, il problema dello spaccio di droga che a Marzamemi avviene quasi senza remore anche in pieno centro. «Auspichiamo – ha affermato il consigliere comunale Patrizia Tossani – dopo i rilievi che abbiamo fatto pervenire alle autorità preposte all’ordine pubblico e alla sicurezza, risposte decise ed immediate data la gravità della situazione che registriamo settimana dopo settimana a Marzamemi. Il territorio necessita di maggiori e più continui controlli da parte delle forze dell’ordine». Sergio Taccone: La Sicilia 04/03/2010
Amministrazione impreparata Vs Raccolta Differenziata
Come per tutte le altre cose, anche per quanto riguarda la raccolta differenziata, l’amministrazione si presenta impreparata e non riesce a dare una risposta concreta, ma solo fumo negli occhi ai pachinesi.
Nei mesi passati i nostri amministratori, con molta enfasi, pubblicizzavano il passaggio alla raccolta differenziata con sistema porta a porta, come un grande traguardo raggiunto. Passati pochi mesi, però si vedono i primi acciacchi dell’operazione. Sacchetti multicolore che dovevano essere distribuiti capillarmente in tutta la città ed evitare file negli uffici comunali (ciò che si evince dai giornali), sono stati distribuiti a casaccio, senza informare la gente che non era a casa in quel preciso istante, con la conseguenza che ancora oggi ci sono pachinesi che non hanno i sacchetti per differenziare. I cani randagi fanno razzia dei sacchetti che rimangono in strada per troppo tempo, le strade sono sporche di immondizia e vengono spazzate raramente, tutti elementi che influiscono sull’igiene urbana.
A gran voce e con molto entusiasmo, durante la fase di transizione dal normale sistema di raccolta con cassonetti e compattatori alla raccolta differenziata (porta a porta), gli autori di questa grande operazione affermavano sui giornali che i cassonetti sarebbero scomparsi dalle strade, che solo in alcune zone critiche sarebbero rimasti, ma che a breve giro di tempo non ci sarebbero più stati, in quanto la raccolta porta a porta entrava a pieno regime.
Il 9 aprile 2010 sulle pagine de La Sicilia, si legge che sarebbe intenzione dell’amministrazione riempire Pachino di cassonetti di diverso colore in base alla tipologia del rifiuto per evitare disagi dovuti al caldo, visto l’arrivo della stagione estiva (e aggiungiamo noi, Giovani Democratici di Pachino, per non fare un cattiva figura nei confronti dei turisti). A questo punto sorgono spontaneamente delle domande: come mai in consiglio comunale si rivendica ancora una volta l’avvio della raccolta differenziata, e poi si ha l’intenzione di comprare i cassonetti? Questo non significa tornare al passato? E la raccolta porta a porta vale solo per Pachino centro? E le zone periferiche? Che senso ha inserire nel piano triennale delle opere pubbliche il progetto per la realizzazione di una mega discarica, se questa amministrazione vanta di aver dato avvio alla raccolta differenziata? E le promesse fatte?. Questo dimostra che l’amministrazione Bonaiuto non è tanto differente dalle altre amministrazioni e che, come le altre, tenta di illudere i Pachinesi, promettendo grandi cambiamenti. Che cosa è cambiato? A questa domanda risponderanno che hanno diminuito l’ammontare del capitolato d’appalto della raccolta dei rifiuti, e noi Giovani Democratici di Pachino rispondiamo preventivamente dicendo che ciò non basta, ma occorre un piano complessivo e un’attenta organizzazione, per risolvere il problema.
Ma in realtà un piano complessivo non c’è stato. Nelle zone periferiche non si effettua la raccolta differenziata (vedi Marzamemi), le imprese artigiane del territorio non sanno come smaltire i rifiuti speciali che producono, gli esercizi commerciali sono sprovvisti dei cassonetti per fare la raccolta differenziata. Questa a dir poco caotica situazione, dimostra chiaramente che tale operazione è solo fumo negli occhi, e che questa amministrazione, impreparata su tutto il campo, non riesce a dare risposte serie e concrete a questa città martoriata da una cattiva gestione e ai pachinesi, stanchi di non poter vedere Pachino risollevarsi. L’unica cosa che si evince chiaramente, è che questa amministrazione, con la sua ancor più dilagante maggioranza consigliare che sposa appieno le sue scelte, è poco sensibile a questioni importanti come l’ambiente, la tutela del territorio e la salute del cittadino. In un territorio con una rilevantissima produzione in serricultura, vuole far costruire un mega impianto eolico (spacciato come minieolico), e per un paese che conta poco più di 21 mila abitanti vuol fare costruire una mega discarica da 13 milioni di euro. Ma questo non interessa a nessuno, l’importante per la maggioranza è bocciare le proposte dell’opposizione, se no che maggioranza è!!!!!.
Il Coordinatore dei Giovani Democratici di Pachino Vitaliano Dilorenzo
Il Portavoce dei Giovani Democratici di Pachino Corrado Carnemolla
Il vento del cambiamento oggi tocca anche le coscienze dei Pachinesi
PACHINO - La conferma che qualcosa finalmente sta muovendo le coscienze di noi cittadini italiani ci è arrivata lunedì. Il superamento di ben sei punti percentuale della soglia minima di validità del referendum è testimonianza di una popolazione che sempre più manifesta la volontà di riappropriarsi dei suoi poteri, della sovranità di cui è titolare per proclamazione costituzionale, di porre l’accento su ciò in cui si sostanzia oggi giorno la questione “morale” : l’ambiente, lo sviluppo, la gestione degli enti pubblici e la legalità.
Questo vento di rinnovamento che soffia da Milano a Napoli oggi tocca anche le coscienze di noi Pachinesi. Un coinvolgimento, un’affluenza alle urne che da tempo non si registrava. Assistiamo ad una partecipazione in particolare per quanto riguarda il tema della tutela dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile; numerosi sono i gruppi di giovani, nati spontaneamente su face book, interessati alle possibili dinamiche di sviluppo territoriale che richiama all’attenzione il tema della concertazione, della partecipazione di tutti i cittadini, delle associazioni, dei sindacati circa le eventuali scelte di politica ambientale, di sostegno al turismo, energetica perché riguardano tutti, perché riguardano Pachino.
I Pachinesi hanno affermato che la legalità è un requisito essenziale, che sono stanchi di un’applicazione del diritto impari perché i cittadini sono tutti uguali dinanzi alla legge. I pachinesi hanno ribadito che l’acqua è un bene pubblico, è un bene comune che necessita una gestione trasparente ed efficace che un ente, che ha a cuore la vita e gli interessi dei suoi cittadini, può riuscire ad assicurare.
Ma questo monito, questo vento di cambiamento non è solamente giunto ai nostri amministratori; al nostro sindaco, che non conosce cosa significhi democrazia e partecipazione, dato che per l’ennesima volta si dirige, in solitaria missione, a Palermo per dare il suo reiterato assenso ad un nuovo progetto di forte impatto ambientale; ad una amministrazione che conosce come unico metodo di governo la rotazione delle poltrone , perché è doveroso a loro parere fare razzia delle casse comunali e spartirsi tutto quello che è ancora possibile spartire, altrimenti non avrebbe senso l’invito di questi fatidici consiglieri a cercare una riprogrammazione di strategie, a cercare di mantenere “in vita”, di rinsaldare una maggioranza che è stata sfiduciata già dai pachinesi indignati durante l’ultimo consiglio comunale aperto che si è tenuto in piazza circa un mese fà.
I pachinesi, con il loro sì ai referendum, hanno detto NO allo squallore in cui è stato ridotto il nostro ente, frequentemente oggetto di indagini giudiziarie; hanno detto NO al silenzio che copre le latenti decisioni del nostro primo cittadino; hanno detto NO alla gestione carente del servizio idrico; hanno detto NO alle esose bollette che la Sai 8 ha fatto pervenire alle nostre famiglie; ha detto NO alle discariche abusive che numerose si contano nelle nostre contrade.
Hanno detto SI al fotovoltaico, ma nel contesto di una concertazione che ci veda tutti protagonisti, che ci veda creatori del nostro destino, perché PACHINO è nostra!!!
Il coordinatore dei GD
Vitaliano Dilorenzo
Il portavoce dei GD
Corrado Carnemolla
Emergenza Casco! Troppe le vittime della strada!
I Giovani Democratici dicono basta al malcostume che vige a Pachino, ovvero il mancato utilizzo del casco. A distanza di anni dall’entrata in vigore della legge che obbliga all’utilizzo del casco per tutti i ciclomotori, ancora troppa gente non ne fa uso, mettendo a rischio la propria vita. Troppe, per un paese piccolo come Pachino, sono state le vittime della strada. Occorre quindi rompere il muro di silenzio che si è creato attorno a questo fenomeno, intervenendo immediatamente affinché altri tragici episodi non si ripetano più.
Per questo motivo pensiamo che sia doveroso da parte dell’amministrazione comunale avviare, parallelamente con l’inizio dell’anno scolastico, una campagna di sensibilizzazione all’uso del casco, che veda coinvolti non solo gli studenti ma anche le loro famiglie, affiggendo inoltre per tutta la città manifesti relativi al tema e al termine procedere con controlli delle forze dell’ordine. Anche noi Giovani democratici faremo la nostra parte, avviando una nostra campagna di sensibilizzazione che partirà dal web attraverso la condivisione di un manifesto che successivamente stamperemo per affiggerlo nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani.
Il coordinatore dei Giovani Democratici
Vitaliano Dilorenzo
Il portavoce dei Giovani Democratici
Corrado Carnemolla
Contributo dei GD di Pachino alla Festa Nazionale dei GD di Torino
La sfida che noi Giovani Democratici abbiamo dinanzi ai nostri occhi tratta due temi fondamentali: il lavoro e la partecipazione politica. La precarietà lavorativa che viviamo quotidianamente si traduce in una precarietà di vita. Un contratto atipico è il prototipo di un giovane italiano, compreso entro la fascia tra i 25 e i 35 anni di età, in possesso di un titolo di studio medio-alto, generalmente laureato, alla ricerca di un posto di lavoro che dia spazio all’attuazione delle conoscenze acquisite, e che ripiega in call-centers, nei bar,in prestazioni saltuarie per sopravvivere di quegli “agognati e famigerati 1000 euro (o meno)” a scadenza, chiamati lavoro a termine, co.co.co, lavori a progetto, a chiamata, interinale (o peggio in nero). Giovani precari, figli della generazione dei contratti a tempo indeterminato, della certezza del posto fisso, di diritti e tutele proclamati nella 300/70, figli di un sindacato forte, coeso, figli delle lotte e della rivoluzione culturale, giovani che hanno studiato saldi sulle conquiste dei padri e che invece ora sopravvivono miseramente della pensione di quei padri vincenti, lottatori, risparmiatori ma le cui lotte oramai sono solo pagine di storia esanimi. E la precarietà partorisce sfiducia, sconforto, solitudine, apatia, disillusione, depressione. Trova scampoli di positività, disegna squarci di futuro solo guardando alla fuga come mera soluzione. Ed è proprio la fuga il tumore del Mezzogiorno d’Italia e che ancora segna profondi solchi, riporta alla luce il problema storico della questione meridionale, delle rilevanti differenze tra Nord e Sud d’Italia, come tristemente in questi ultimi anni ci ricordano sistematicamente le indagini della Svimez.
Precarietà è anche distacco da una politica lontana, inerte, oligarchica, centralistica e spesso maledettamente gerontocratica, dispensatrice di promesse mai realizzate, incapace perché vecchia, salda nei propri privilegi e che riconosce la “democrazia” solo come sinonimo di “preferenza”, sorda alle grida della base, cieca dinanzi ai bisogni della cittadinanza. Noi Giovani Democratici dobbiamo con forza riprendere le chiavi del nostro futuro. Insieme siamo creatori di una sinistra moderna, lontana da becere costruzioni e che ritorna ad essere portavoce dei bisogni della nostra generazione, che parla con un linguaggio nuovo, che crede in un’etica della gestione della cosa pubblica. Lungo il Volturno, 150 anni fa, si svolse la grande battaglia difensiva dell’esercito garibaldino che pose le basi dell’unificazione nazionale. Decine di migliaia furono i volontari che accorsero al richiamo della straordinaria impresa del generale Garibaldi. Oltre 20.000 i ragazzi: e in quest’anno di celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia abbiamo imparato quanto fossero giovani quei patrioti e quanto fossero animati da grandi passioni civili che in una parola chiamiamo “la bella politica”. Bella perché affascinante; affascinante perché aveva e presentava un orizzonte di obiettivi entusiasmanti; appassionata perché c’era la consapevolezza di partecipare a qualcosa di veramente “grande”. Anche noi, ricordando la memoria di quei “Giovani Ribelli”, oggi a Torino, poniamo le basi di una rivoluzione culturale , uniti da Nord a Sud per la realizzazione di un sogno, una nuova unità: un’Italia che lavora.
Il coordinatore dei GD di Pachino
Vitaliano Dilorenzo
Il portavoce dei GD di Pachino
Corrado Carnemolla
61° Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoroMorire nel silenzio indifferente di uno Stato che riconosce quale valore fondante della Repubblica il lavoro. È questa atroce contraddizione che, da anni, l’ANMIL Onlus (associazione nazionale lavoratori mutilati ed invalidi del lavoro) pone all’attenzione delle istituzioni e della società civile. Non sarà soltanto un momento di commemorazione la 61^ Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che dal 1998 è stata istituzionalizzata nella seconda domenica d’ottobre, ma un momento importante di sensibilizzazione, per riflettere e confrontarsi sul dramma degli invalidi e mutilati e sulle problematiche del Lavoro. Una legislazione quasi sempre scavalcata, una realtà imponente di lavoro sommerso e sottopagato sono raffigurazione drammatica di un’Italia che ha dimenticato come il lavoro rappresenti la più importante condizione dell’Essere. La cruenta morte delle quattro donne di Barletta, causata dal crollo della palazzina nella quale si trovavano per lavorare in un laboratorio tessile a 3,96 euro l’ora ed in nero, ha sicuramente sconvolto tutti e ha posto l’attenzione su ciò che quotidianamente non può essere rimosso con superficialità dalle coscienze dei nostri rappresentanti in Parlamento.
3 morti al giorno, 2.000 incidenti, 30.000 le persone che rimangono permanentemente invalide, un totale di 775.374 infortuni nel 2010: sono questi i dati forniti dall’INAIL, fotografia di un dramma che non può essere dimenticato. Sono questi gli Eroi nazionali,motore di un’economia alla deriva, uomini e donne che dignitosamente annullano sé stessi per assicurarsi e assicurare alle loro famiglie la possibilità di sopravvivere, che permettono ai propri figli di poter sognare e costruire un avvenire prospero, di poter risollevare i giovani dalla bolgia infernale di un’esistenza precaria. Anche il nostro territorio presenta dure realtà di lavoro nero e sottopagato e una normativa sulla sicurezza che spesso non viene applicata nei cantieri. Noi Giovani Democratici invitiamo tutti a non porre nel dimenticatoio questi nomi, queste vittime ma chiediamo che il silenzio di questi decessi venga in silenzio commemorato e rispettato.
Il coordinatore dei GD
Vitaliano Dilorenzo
Il portavoce dei GD
Corrado Carnemolla
