ecco come sprecano i nostri soldi
Amministrazione Impreparata vs Raccolta Differenziata
Come per tutte le altre cose, anche per quanto riguarda la raccolta differenziata, l’amministrazione si presenta impreparata e non riesce a dare una risposta concreta, ma solo fumo negli occhi ai pachinesi.
Nei mesi passati i nostri amministratori, con molta enfasi, pubblicizzavano il passaggio alla raccolta differenziata con sistema porta a porta, come un grande traguardo raggiunto. Passati pochi mesi, però si vedono i primi acciacchi dell’operazione. Sacchetti multicolore che dovevano essere distribuiti capillarmente in tutta la città ed evitare file negli uffici comunali (ciò che si evince dai giornali), sono stati distribuiti a casaccio, senza informare la gente che non era a casa in quel preciso istante, con la conseguenza che ancora oggi ci sono pachinesi che non hanno i sacchetti per differenziare. I cani randagi fanno razzia dei sacchetti che rimangono in strada per troppo tempo, le strade sono sporche di immondizia e vengono spazzate raramente, tutti elementi che influiscono sull’igiene urbana.
A gran voce e con molto entusiasmo, durante la fase di transizione dal normale sistema di raccolta con cassonetti e compattatori alla raccolta differenziata (porta a porta), gli autori di questa grande operazione affermavano sui giornali che i cassonetti sarebbero scomparsi dalle strade, che solo in alcune zone critiche sarebbero rimasti, ma che a breve giro di tempo non ci sarebbero più stati, in quanto la raccolta porta a porta entrava a pieno regime.
Il 9 aprile 2010 sulle pagine de La Sicilia, si legge che sarebbe intenzione dell’amministrazione riempire Pachino di cassonetti di diverso colore in base alla tipologia del rifiuto per evitare disagi dovuti al caldo, visto l’arrivo della stagione estiva (e aggiungiamo noi, Giovani Democratici di Pachino, per non fare un cattiva figura nei confronti dei turisti). A questo punto sorgono spontaneamente delle domande: come mai in consiglio comunale si rivendica ancora una volta l’avvio della raccolta differenziata, e poi si ha l’intenzione di comprare i cassonetti? Questo non significa tornare al passato? E la raccolta porta a porta vale solo per Pachino centro? E le zone periferiche? Che senso ha inserire nel piano triennale delle opere pubbliche il progetto per la realizzazione di una mega discarica, se questa amministrazione vanta di aver dato avvio alla raccolta differenziata? E le promesse fatte?. Questo dimostra che l’amministrazione Bonaiuto non è tanto differente dalle altre amministrazioni e che, come le altre, tenta di illudere i Pachinesi, promettendo grandi cambiamenti. Che cosa è cambiato? A questa domanda risponderanno che hanno diminuito l’ammontare del capitolato d’appalto della raccolta dei rifiuti, e noi Giovani Democratici di Pachino rispondiamo preventivamente dicendo che ciò non basta, ma occorre un piano complessivo e un’attenta organizzazione, per risolvere il problema.
Ma in realtà un piano complessivo non c’è stato. Nelle zone periferiche non si effettua la raccolta differenziata (vedi Marzamemi), le imprese artigiane del territorio non sanno come smaltire i rifiuti speciali che producono, gli esercizi commerciali sono sprovvisti dei cassonetti per fare la raccolta differenziata. Questa a dir poco caotica situazione, dimostra chiaramente che tale operazione è solo fumo negli occhi, e che questa amministrazione, impreparata su tutto il campo, non riesce a dare risposte serie e concrete a questa città martoriata da una cattiva gestione e ai pachinesi, stanchi di non poter vedere Pachino risollevarsi. L’unica cosa che si evince chiaramente, è che questa amministrazione, con la sua ancor più dilagante maggioranza consigliare che sposa appieno le sue scelte, è poco sensibile a questioni importanti come l’ambiente, la tutela del territorio e la salute del cittadino. In un territorio con una rilevantissima produzione in serricultura, vuole far costruire un mega impianto eolico (spacciato come minieolico), e per un paese che conta poco più di 21 mila abitanti vuol fare costruire una mega discarica da 13 milioni di euro. Ma questo non interessa a nessuno, l’importante per la maggioranza è bocciare le proposte dell’opposizione, se no che maggioranza è!!!!!.
Il Coordinatore dei Giovani Democratici di Pachino
Vitaliano Dilorenzo
Il Portavoce dei Giovani Democratici di Pachino
Corrado Carnemolla
INCONTRO SPOSTATO SU PIANO CASA E RIFORMA ATO
Il partito Democratico di Pachino avvisa la cittadinanza che l’incontro annunciato sul tema del Piano casa e della riforma degli ATO Rifiuti che doveva tenersi giovedì 29 aprile 2010 non potrà avere luogo per i sopraggiunti inderogabili impegni istituzionali del deputato regionale del Pd on. Bruno Marziano. Il suddetto incontro sarà spostato a venerdì 7 maggio 2010 alle ore 19.00 Ci scusiamo per il mancato rispetto della data e invitiamo nuovamente i cittadini a partecipare.
28/04/2010 Marco Lao
coordinatore del Partito Democratico di Pachino
Il PD a sostegno della cultura pachinese
Il Partito Democratico di Pachino risponde alle critiche mosse da Pintaldi al consigliere Bruno, a cui chiediamo di lasciarci il compito di replicare a questi tristi comunicati. Intendiamo precisare anzitutto che il lavoro svolto dal nostro rappresentante in consiglio comunale, è espressione dell’ intero partito. Il quale partito, appunto, nell’ambito della propria visione di quella che dovrebbe essere una corretta amministrazione, ha formulato gli emendamenti al bilancio e le contestuali corrette valutazioni politiche.
Tali emendamenti e critiche hanno suscitato, non soltanto la paura di un’amministrazione che ha scelto di nascondersi e non ha avuto il coraggio di ragionare sulla qualità e quantità delle nostre proposte, ma anche la discesa in campo dei lanzichenecchi culturali.
Con uno stravagante comunicato, infatti, il portavoce di un festival foraggiato dall’attuale destra pachinese, dopo avere abbondantemente pasteggiato a sinistra, ergendosi, con sprezzo del senso del ridicolo, a portavoce del sindaco, replica, e non si capisce a che titolo, alla meritoria operazione di opposizione politica del partito e del suo consigliere Bruno. Noi non intendiamo scendere a polemiche sterili che non ci interessano e che non interessano soprattutto i pachinesi perché sviliscono il dibattito politico. A noi interessano gli interessi collettivi, il bene comune, non quello di “singoli”.
La “strumentalizzazione politica” di cui favoleggia il novello censore è quella che esprime egli stesso, anche se non comprendiamo a quale fine, ed è quella di un’amministrazione che si nasconde e rifiuta il dialogo ed il confronto. Forse perché deve nascondere tutti i mugugni e le insoddisfazioni interne ad una coalizione il cui collante sono soltanto gli incarichi e gli assessorati. E nell’ultimo consiglio ne abbiamo avuto contezza. Quanto alla cultura, tanto sbandierata dal signor Pintaldi, leggendo il bilancio, abbiamo rilevato che al capitolo di riferimento, erano stati destinati solo 5000 euro, per tutta la città di Pachino. Ci siamo sentiti moralmente e politicamente in obbligo nei confronti dei cittadini di preparare un emendamento di spesa al bilancio per portarlo a 18.000 euro. Per i libri, per la pinacoteca, per il coinvolgimento dei giovani.
La cifra stanziata dall’amministrazione è semplicemente vergognosa.
La platea, del resto, non si confonderà per nulla, quando vedrà i propri soldi destinati ai pochi amici, per feste e festini, e poco o nulla per l’agricoltura, il turismo e le attività produttive, come commercio e artigianato. Desideriamo inoltre precisare che il palmento di Rudinì è già stato inaugurato due o tre anni fa. Tra l’altro si parla di un’opera che è appena caduta in braccio a Bonaiuto senza che egli abbia mosso un dito. Aspettiamo di vedere come saranno spesi i fondi destinati al 250° e al Festival del cinema, perché pur essendo favorevoli ad essi, ne chiederemo una rendicontazione precisa e puntuale visto che si tratta di soldi dei pachinesi e poi esprimeremo i nostri giudizi finali.
Fare cultura in un paese non è certo soltanto quello di scrivere numeri su un bilancio. Bisogna attuare politiche di sostegno e attenzione, di salvaguardia delle zone che costituiscono il nostro patrimonio storico come la zona Cugni o Marzamemi, per le quali è necessario elevare il livello di attenzione e di denuncia.
Noi siamo fieri di lavorare per la nostra città e non siamo mossi da interessi particolari, a nessuno di noi sono assegnati incarichi, o finanziamenti, o chissà cos’altro.
Chiediamo, dunque, ai Pintaldi di turno, che sempre si affacceranno alla ribalta come difensori non richiesti, di astenersi e di discutere con noi soltanto quando sarà chiaro il loro ruolo. Se dobbiamo parlare di politica abbiamo bisogno di soggetti politici, se dobbiamo fare chiacchiere non c’è bisogno che costoro si scomodino, andremo al bar in piazza, dove stagionano i nostri amministratori.
Marco Lao
Piano Casa e riforma degli Ato Rifiuti in Sicilia. Il ruolo del Partito Democratico
Un Amministrazione commerciale
E come volevasi dimostrare l’annuncio fatto dal Partito Democratico di Pachino definendo l’amministrazione Bonaiuto politicamente fallita era del tutto esatto. La barca capitanata da Bonaiuto fa acqua da tutte le parti. La notizia delle dimissioni dell’assessore Mandalà apre uno nuovo squarcio in questa amministrazione. Per come la vediamo noi il sindaco ha commesso l’ennesimo grave errore causando così le dimissioni di Mandalà.
Questi, infatti è stato fino ad oggi uno dei più validi alleati del sindaco Bonaiuto, colui il quale decise di recedere dalla propria decisione di candidarsi autonomamente, permettendogli di diventare ciò che oggi è: il sindaco di Pachino. E per questo Bonaiuto dovrebbe portare gratitudine eterna a Sebastiano Mandalà e al suo gruppo o almeno sino all’ultimo giorno del suo mandato. E’ invece il sindaco che fa? decide tranquillamente di metterlo alla porta, tanto che a questo punto all’assessore non rimane altro da fare se non salutare tutti e uscire di scena. Ma chiediamo anche all’ormai ex assessore che meglio ci specifichi le reali motivazioni che l’hanno condotto a compiere tale scelta, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere i fatti e partecipare alla vita politica del Paese. Con questo comportamento il sindaco non fa altro che dimostrare alla città di aver ancora una volta scambiato la politica con l’esercizio del potere e di prendersi cura solo di interessi particolari e non degli interessi dei cittadini che hanno bisogno di stabilità politica e non di giochetti legati allo scambio di poltrone. In questi anni i pachinesi di giochi ne hanno visto sin troppi! Il risultato di questa crisi politica è sotto gli occhi di tutti: la scomparsa del dibattito politico e il rallentamento dell’azione amministrativa. Ecco perché i consigli comunali si convocano così di rado! E’ chiaro del resto che il consiglio comunale prossimo sul bilancio c’entra qualcosa. Evidentemente nella stesura del bilancio si nasconde più di una semplice discordia. Staremo a vedere. Ma adesso è il futuro che ci preoccupa, cosa succederà? Chi occuperà la poltrona abbandonata? Noi speriamo solo non ritornino i soliti volti noti desiderosi di appiccicarsi la medaglia di assessore al petto. Invitiamo tutta l’amministrazione ad una seria riflessione perché poi a farne le spese sono solo e soltanto i pachinesi.
Un bilancio comunale che non pensa ai bisogni dei pachinesi
Il Partito Democratico di Pachino fonda la sua identità nell’essere un partito popolare, che si occupa dei problemi dei cittadini, anzitutto economici, e offre loro soluzioni. Riteniamo importante rendere partecipi i pachinesi alla gestione della cosa pubblica per poter avvicinare i cittadini alla politica. E del resto, l’amministrazione sino ad oggi non si è preoccupata di mantenere vivo il dibattito culturale e politico; per questo il PD ha deciso di organizzare venerdì 23 aprile c.m. alle ore 17.30 in piazza Vittorio Emanuele un dibattito per discutere insieme ai cittadini del bilancio di previsione 2010 presentato dall’amministrazione Bonaiuto. Un bilancio che non trova, in molti punti, concorde neanche la maggioranza stessa che oggi sostiene il sindaco. L’amministrazione, infatti, sta vivendo già un momento di crisi a causa della ricerca spasmodica di poltrone e della richiesta di posti in giunta con un cambio di assessori che va a tutto danno della stabilità causando l’ennesima crisi politica che la città non può assolutamente permettersi. E’ molto triste prendere conoscenza di un bilancio redatto ad uso e consumo dell’amministrazione, che non tiene in considerazione le reali esigenze del territorio e dei cittadini. All’agricoltura ad esempio sono stati previste solo 10.500 euro, al commercio e all’artigianato contributi rispettivamente di 500 euro e 500 euro e la voce turismo è del tutto inesistente. Ecco il reale interesse che l’amministrazione ha per i settori che rappresentano i motori propulsori dell’economia pachinese. Ma si tratta di una perdita di memoria parziale perché l’amministrazione non ha affatto dimenticato di ben rimpinguare i capitoli di spesa riguardanti, per fare un esempio, gli incarichi ad esperti o gli incrementi del 45% alle indennità delle cariche amministrative in netto contrasto con quanto scritto nel programma amministrativo in cui Bonaiuto si vantava di voler ridurre i costi della politica cominciando dalle indennità di carica. Il Partito Democratico vuole farsi portavoce dei bisogni dei cittadini ed ha presentato assieme al resto dell’opposizione alcuni emendamenti al bilancio che, se approvati dai consiglieri, permetteranno di realizzare un piano di rilancio dei settori produttivi a cominciare soprattutto dall’agricoltura. Ma vogliamo vederci chiaro circa il mutuo che il comune vorrebbe contrarre per l’acquisto di un immobile e usarlo per uffici comunali, per cui la perizia supera quella effettuata nel 2007. Sarebbe inoltre più utile usare tale mutuo per ristrutturare gli immobili di via Bixio adiacenti al Palazzo comunale piuttosto che contrarre un mutuo per l’acquisto, un secondo mutuo per riadeguare la struttura (per altro non previsto sul bilancio e quindi non realizzabile) e nel contempo pagare per anni i vari affitti. Per non parlare del piano triennale delle opere pubbliche che sembra più consono ad un comune come Milano piuttosto che al nostro in quanto non tiene affatto conto delle risorse economiche del comune, mettendo in progetto opere che non vedranno mai la luce. E per l’ennesima volta spunta tra i vari “project financing” quello di 13 milioni di euro per la riapertura della discarica, da tempo solo annunciata e mai attuata, bocciato dall’allora maggioranza che sosteneva l’amministrazione Campisi e oggi ripresentato dalle stesse persone di quella maggioranza, col rischio di trasformarla in una grande mega discarica in cui far confluire la spazzatura di tutta la provincia. Cosa è cambiato rispetto ad appena due anni fa?
20/04/2010 Marco Lao
Non esiste più la Politica a Pachino. Il fallimento Politico dell’amministrazione
| Il primo congresso del Partito Democratico di Pachino è servito a dare vita ad un partito forte e unito al proprio interno e per ribadire il nostro ruolo di opposizione a questa amministrazione, condotta sempre su un piano istituzionale, che vigili in modo chiaro e deciso sulle scelte, che denunci gli errori e che stimoli e incalzi l’amministrazione con nuove proposte sui problemi dei cittadini. Vogliamo, infatti, costruire un progetto politico stabile e credibile in grado di dare un alternativa di governo a questa amministrazione, che senza giri di parole, la riteniamo POLITICAMENTE FALLITA. E’un fatto incontrovertibile l’aver dato vita, prima del suo stesso insediamento, ad un mercato delle vacche senza precedenti, tanto da farci rimpiangere i precedenti sindaci. Un commercio politico basato sulla messa in palio di posti retribuiti e quant’altro, come ad esempio presidenza e vice-presidenza del consiglio, usati per adescare consiglieri dall’opposto schieramento per andare a rimpolpare la propria maggioranza; alla faccia della democrazia! come se il nostro sindaco ignorasse che un consiglio comunale è formato da 12 consiglieri eletti nella maggioranza e 8 nell’opposizione. Ed è bene rammentare queste cose, per non far perdere nei cittadini la memoria storica di questi fatti. Ma cosa se ne fa il sindaco di una maggioranza così larga se poi al suo interno è divisa e fratturata, quindi incapace di produrre risultati? E per quanto tempo ancora riuscirà a mantenerla? Quanti posti e quanti incarichi occorrono per zittire i suoi alleati dai canini ben affilati pronti a scagliarsi contro e sbranare la preda. Ed in questi 10 mesi di governo ne abbiamo visti di tutti i colori, dalla spaccatura del Pdl in Pdl Sicilia e cosiddetti Lealisti; dai dissidi interni con l’assessore Mandalà e il suo gruppo di riferimento, nati da una gestione personalistica della cosa pubblica da parte del sindaco a scapito dei suoi stessi assessori; le scosse causate dalla formazione politica dell’Api volte a provocare un nuovo terremoto dagli esiti devastanti in caso di non entrata in giunta. Diamo però, merito al primo cittadino di riuscire a celare bene le difficoltà interne con il solito proclama usato più volte: tutto va bene, l’amministrazione gode di ottima salute. Suggeriamo al sindaco di fare attenzione perché nei cittadini inizia a serpeggiare il dubbio che si tratti veramente di una gestione privata e personalistica della cosa pubblica, fatta sino ad oggi di lauti compensi ai propri amici, nomine, incarichi ad esperti, aumenti di indennità alle cariche pubbliche, rinnegando quanto detto in campagna elettorale. Ci chiediamo, ad esempio, quale artificio magico è stato usato per annullare il dissesto finanziario annunciato dal commissario Rizza. Consigliamo all’amministrazione di fare un uso responsabile dei soldi dei pachinesi, non è possibile concedersi libertà economiche in un Paese che di giorno in giorno diventa sempre più povero, occorre invece concentrare il denaro sull’agricoltura, sulla cultura, sul turismo, sui ceti produttivi piuttosto che disperderlo qua e là. E ritornando alle considerazioni politiche, è proprio la politica a farne le spese. Il dibattito politico, dall’inserimento di questa amministrazione, è sparito, rimasto imprigionato entro le mura del comune. E che dire dei consigli comunali convocati molto di rado, segno di una amministrazione poco produttiva e politicamente non in buona salute. E’ triste assistere a consigli comunali frettolosi, vuoti di contenuti politici, appiattiti dalla mancanza di proposte e di interventi come se Pachino difficoltà da affrontare non ne avesse. Chiediamo all’amministrazione di mettere al centro il dibattito politico con tutte le forze politiche presenti sul territorio e tornare a discutere e confrontarci sui problemi dei pachinesi insieme ai pachinesi.
il segretario Marco Lao |
Rassegna stampa elezione coordinatore e coordinamento
Nominati i componenti della segreteria cittadina del Pd. Il vice coordinatore sarà Salvatore Arfò
Il circolo pachinese del Partito democratico ha concluso la fase congressuale cittadina con la composizione della segreteria e la nomina del vice coordinatore. Nella prima seduta del nuovo coordinamento, convocata mercoledì 31 marzo, è stato scelto il nome del vice coordinatore nella persona di Salvatore Arfò Guarrasi. Faranno parte della segreteria, oltre al coordinatore Marco Lao ed al vice Arfò, Giancarlo Barone e Salvatore Borgh che saranno responsabili del gruppo enti locali, il tesoriere Nino Pernicone, Corrado Carnemolla e Salvatore Caccamo all’organizzazione, Gianni Scala ed Enzo Fallisi al tesseramento, Aldo Beninato per il settore agricoltura, ed il consigliere comunale Roberto Bruno. La segreteria si occuperà della gestione delle attività del circolo e affiancherà il coordinamento nelle scelte politiche del partito. “La scelta – spiega il coordinatore Marco Lao - è nata dalla volontà di mettere assieme un gruppo di persone che, in sinergia con il coordinamento, riesca a dare una forte identità al Pd a Pachino. Questa nuova classe dirigente – sottolinea Lao - si impegnerà nel costruire un partito aperto alle forze sane della città, in grado di confrontarsi e proporre soluzioni alle problematiche che affliggono Pachino. L’obiettivo è quello di gettare le basi per mettere in piedi un’alternativa credibile a questa amministrazione incapace di dare risposte ai bisogni del paese”. Il vice coordinatore ha dichiarato che “Il Pd a Pachino – ammette Salvo Arfò - nasce adesso, al termine di un faticoso percorso congressuale che ha dato alla luce un gruppo coeso e pronto a lavorare per i cittadini, raccogliendo le loro istanze. Abbiamo costruito un partito fatto di persone giovani e volenterose. Ringrazio i membri del Pd pachinese per la fiducia che hanno riposto nei miei confronti, spero di portare a termine nel migliore de modi il mandato”.
Il coordinatore del circolo del Pd Pachino Marco Lao
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