Il Pd difende le tasche dei Pachinesi
Bonaiuto degno erede di Campisi
Il sindaco Bonaiuto comincia a
far vedere il suo vero volto. A pochi mesi dalla sua elezione verifichiamo come
negli uffici comunali sia cominciata o finita una sorta di resa dei conti.
Non si riesce altrimenti a
spiegare quali siano le motivazioni per spostare tante persone senza criteri
oggettivi.
Il Pd pachinese si augura che il
personale del Comune viva una fase di riqualificazione e di valorizzazione
delle capacità e competenze professionali ma con l’accordo dei dipendenti e in
un clima sereno e costruttivo.
Tale situazione, purtroppo, non
pare quella che vive adesso la macchina amministrativa comunale anzi, sembra
proprio che si stia operando secondo il detto “o con me o contro di me” che
Bonaiuto afferma da tempo e con ciò non dimostra differenze rispetto al suo
predecessore sindaco Campisi.
Come nella passata sindacatura,
infatti, i dipendenti continuano a vivere l’incubo della vendetta politica.
L’aspetto più triste di questa vicenda è che dello sperato miglioramento e
nuovo corso, non se ne vede traccia.
D’altra parte la sindacatura
Bonaiuto è perfettamente in continuità con la sindacatura Campisi. I problemi
del paese sono sempre lì:
· la discarica è ancora non funzionante
· il nuovo serbatoio pensile è ancora tristemente
inutilizzato
· i rifiuti sono sempre per strada
· l’acquedotto è sempre più un colabrodo
· la viabilità è disastrata
· l’agricoltura in crisi senza sbocchi
· la sanità pubblica sempre più compromessa
nonostante i tanti onorevoli e ministri e presidenti
Insomma, a parte i roboanti
proclami, questa amministrazione non ha prodotto un bel nulla e vive oggi una
crisi amministrativa e politica, come negli ultimi 15 anni, causata dalla
solita Rinascita. (vedesi ultima nomina).
E dunque, Bonaiuto degno erede di
Campisi.
Per il Partito
Democratico,
Turi Borgh, Marco Lao,
Giancarlo Barone
Una città che langue
La città nella sua interezza continua a languire mentre, d’altro canto, l’Amministrazione spende e spande a piene mani il denaro pubblico in incarichi e consulenze che l’Ente, visto il grado di sofferenza di cassa, potrebbe benissimo fare a meno.
E’ di questi giorni la nomina del direttore generale (Bongiovanni) e del capo di gabinetto (Poidomani) che a poco servono alla città, mentre nessun intervento viene effettuato per sistemare la viabilità interna (con molte vie e strade cittadine ridotte a trazzere che alle prime piogge diventano pozzanghere) così come mancano interventi seri per il rilancio di alcuni settori prioritari dell’economia locale, quali l’agricoltura e il turismo, interventi indispensabili per spezzare il circolo vizioso del degrado economico e della disoccupazione che sta colpendo la popolazione di Pachino.
La città, anche a causa della crisi internazionale, diventa più povera.
Da una interrogazione presentata dal PD qualche settimana fa (si veda l’articolo del Giornale di Sicilia di ieri 03 novembre) si rileva come negli ultimi 12 mesi, cioè a decorrere dal 1 ottobre dello scorso anno sino al 30 settembre ‘09, siano aumentate le domande di sussidio sociale presentate al Comune di Pachino, dato che purtroppo conferma un trend negativo nell’ultimo quinquennio (2005-2009) a cui i soggetti pubblici in generale (Stato, Regione, Province e Comuni) stentano a dare soddisfazione.
Di fronte a questo stato di progressivo immiserimento, cosa sta facendo l’Amministrazione? Quali politiche sociali intende promuovere? Sta predisponendo progetti idonei per concorrere in modo proficuo alle risorse del Fondo Sociale Europeo? Intende promuovere dei cantieri per tamponare la disoccupazione della città, specie quella cronica (cioè quella che coinvolge i soggetti adulti con più di 30 anni), ed aiutare ed assistere in questo modo l’inserimento dei soggetti disoccupati che appartengono alle fasce più deboli della popolazione? Ha intenzione di predisporre dei corsi di formazione professionale, specie rivolti ai giovani, per contrastare la fuga degli under 30 dal nostro territorio?
Esistono numerosi strumenti per attuare una seria programmazione sociale a contrasto della disoccupazione e per l’inserimento professionale e lavorativo dei soggetti più svantaggiati (giovani e donne in primo luogo), ma cosa sta facendo l’Amministrazione?
Quello dell’immiserimento della popolazione sta diventando sempre più un dramma sociale a cui bisogna dare risposte con grande tempestività ed urgenza, ricorrendo agli strumenti della finanza strutturata viste le carenze di cassa del Comune.
Il circolo del PD di Pachino è attento a queste domande sociali da parte della popolazione più debole ed intende continuare a porre l’attenzione su queste problematiche investendo anche la deputazioine regionale e nazionale del Partito Democratico.
BERSANI è il nuovo segretario del Partito Democratico. UN SENSO A QUESTA STORIA!!!
Ebbene, alla fine Pierluigi BERSANI è i nuovo segretario del Partito Democratico. Alla fine di una lunga, bella giornata di democrazia e di bella gente, BERSANI è diventato il nuovo segretario del PD, e inizia così un lungo processo interno al partito e soprattutto nella società in grado di DARE UN SENSO A QUESTA STORIA iniziata ormai due anni fa. C’è bisogno di un grande gesto di discontinuità da parte del nuovo segretario.
A partire dalla capacità di saper opportunamente coinvolgere sia Franceschini che Marino nella gestione del Partito, pur sapendo che Bersani rappresenta la maggioranza degli elettori del PD.
A partire dalle alleanze su cui bisogna necessariamente e con urgenza costruire una seria alternativa a questo governo.
A partire dai ceti sociali più deboli, su cui bisogna puntare per trovare radicamento nella società.
A partire da proposte economiche e sociali convincenti per l’intero Paese e in grado di coniugare lo sviluppo con la solidarietà e la giustizia sociale.
A partire da Pachino. Dove la partecipazione di oltre 400 persone alle primarie può rappresentare veramente il primo passo giusto per costruire anche a Pachino quel radicamento che manca da anni, indispensabile per fare politica seria e dare risposte concrete ai cittadini. E per iniziare a costruire una seria alternativa a questa amministrazione “sprecopoli” che è la fotocopia delle ultime: stessi uomini, stesse logiche, stesso spreco.
Ecco di i dati di Pachino:
Votanti 414 persone
Elezione del segretario nazionale e dell’Assemblea Nazionale
Bersani 251
Franceschini 75
Borsellino per Franceschini 16
Marino 69
Elezione del segretario regionale e dell’Assemblea Regionale
Lupo 61
Borsellino per Lupo 26
Lumia 104
Crocetta con Lumia 21
Mattarella 197
Adesso tocca a tutti noi con pazienza, umiltà e grande convinzione dare UN SENSO A QUESTA STORIA!
Il popolo del PD ha scelto: Pierluigi Bersani è il Segretario nazionale
Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.
“Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia”.
Anche manca l’ufficialità dei dati, Pierluigi Bersani ha superato la soglia del 50% delle preferenze ed è il nuovo Segretario nazionale del Partito Democratico. Lo stesso Dario Franceschini, congratulandosi con lui, quando i risultati ancora erano quelli di un centinaio di seggi, ha ammesso la vittoria di Bersani.
“Costruirò il partito - ha detto il neo segretario - sono orgoglioso di farlo. Questa è una grande vittoria di tutti, elettori e militanti e con Dario e Ignazio lavoreremo assieme, un lavoro di squadra. Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Franceschini e Marino, lavoreremo insieme per il nostro partito. Voglio ringraziare Dario Franceschini che mi ha telefonato riconoscendo il risultato delle primarie”.
E a chi tra i giornalisti si chiede se sarà così solo fino al sette novembre, giorno dell’Assemblea del PD, sembra rispondere poco dopo: “Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il PD non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro”. Bersani sottolinea un passaggio importante che prefugura la sua linea: “Preferisco che il Pd si definisca un partito dell’alternativa piuttosto che dell’opposizione, perché l’alternativa comprende anche l’opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla”.
“È stato un impegno straordinario di mobilitazione non solo per il bene del Pd ma per la democrazia italiana. Un giornata assolutamente positiva”. Riconoscendo la sovranità delle primarie, Franceschini ha confermato quanto già detto durante la campagna elettorale, ovvero che nel rispetto delle regole, sarebbe stato eletto segretario chi avrebbe ottenuto anche un solo voto in più. “Il dato politico che emerge dal voto è che i nostri elettori hanno scelto Pier Luigi Bersani come segretario del Partito Democratico. L’ho chiamato e mi sono congratulato con lui”.
“Se i dati saranno confermati la nostra mozione e’ tra il 10 ed il 20% e questo conferma la bonta’ della nostra proposta. Sono estremamente soddisfatto”.
Ignazio Marino esprime cosi’ la sua soddisfazione, nella sede del Pd, per il risultato raggiunto alle primarie.
PRIMARIE PARTITO DEMOCRATICO
Si informano le SS.LL., pregando di darne la massima diffusione nei rispettivi organi di stampa, che domenica 25 ottobre 2009 si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per eleggere il segretario nazionale e quello regionale del PD.
Tre i candidati in corsa alla segreteria nazionale: Bersani, Franceschini e Marino
Tre i candidati in corsa alla segreteria regionale: Mattarella, Lupo e Lumia.
Le primarie si terranno in Piazza Vittorio Emanuele dove verrà allestito un gazebo, dalle ore 09:00 alle ore 20:00.
Si ricorda che alle primarie possono votare tutti i cittadini italiani, e quelli stranieri in regola con il permesso di soggiorno, dai 16 anni in poi, che siano elettori e simpatizzanti del Partito Democratico.
La partecipazione alle primarie del PD è una grande ed importante occasione di partecipazione democratica e popolare per scegliere la guida alla segreteria nazionale e regionale, ed oltremodo un’occasione per partecipare alla vita politica locale.
Si auspica la partecipazione numerosa dei cittadini.
Pachino 22 ottobre 2009
25 Ottobre per dare un senso a questa storia
- di Roberto Bruno
Care amiche e cari amici,
domenica prossima, 25 ottobre, si svolgeranno in tutta Italia le primarie per scegliere il segretario nazionale e regionale del Partito Democratico. Credo che sia una grande occasione per tutti gli elettori e i simpatizzanti del PD di partecipare in modo democratico e diretto. Specie nella nostra isola, e a Pachino in particolare, dove la politica è stata ridotta ad uso di un gruppuscolo, e dove vige uno sfrenato personalismo che ha svilito qualsiasi possibilità di partecipazione collettiva, creando un grave danno alla città nel suo insieme, e ai ceti sociali più deboli in particolare.
Le primarie di domenica prossima sono quindi l’occasione anche per la nostra città di affermare i principi del PD: quello della libertà, quello dell’uguaglianza e quello della solidarietà. Si tratta dei principi che sono alla base dell’azione riformatrice che il Partito Democratico vuole attuare, per dimostrare che è possibile cambiare l’Italia, la Sicilia e la stessa Pachino. Ed è possibile farlo solo con l’impegno e la partecipazione di tutti.
E’ stata per me una grande sorpresa, ed un onore, essere candidato nella lista che sostiene la candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria nazionale del PD, e spero con tutto il cuore di poter rappresentare egregiamente un pezzo della mia terra, dei mei compagni, della mia gente all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico che si insedierà subito dopo le primarie.
Per questo Vi invito caldamente a partecipare alle primarie di domenica prossima, che si svolgeranno in Piazza Vittorio Emanuele dalle 09:00 alle 20:00, e votare per Pierluigi Bersani.
Fra le tante cose dette da Bersani nei suoi interventi e nelle sue interviste durante le ultime due settimane, mi ha colpito particolarmente un’affermazione, perchè vi riconosco il mio modo di sentire e vivere la politica nel PD: “Il mio sarà un partito popolare in chiave moderna. Dobbiamo rivolgerci ai lavoratori, alla piccola impresa, alle famiglie, alle nuove generazioni. E per dare concretezza a questo approccio dobbiamo essere radicati e presenti laddove questo popolo vive. C’è un pezzo di Italia che è totalmente fuori dalla comunicazione. Dobbiamo arrivare anche a questa gente. Non è facile perchè oggi c’è un nesso pericoloso tra questione democratica e questione socio-economica“.
Credo che in questa breve affermazione sia racchiuso tutto il programma di Bersani non solo per il Partito Democratico ma soprattutto per il Paese
Le pari opportunità non sono un pretesto! Risposta all’assessore Mallia
- di Roberto Bruno
Si apprende dalla lettura della stampa e sorprende la risposta piccata dell’assessore Mallia al mio comunicato sulla questione della presenza delle donne nell’amministrazione comunale.
Nel ricordare all’assessore Mallia che non facciamo disquisizioni giuridiche sull’abrogazione di leggi o su interpretazioni delle stesse, si vuole precisare a tal fine che l’art. 6, comma 3, del D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 a cui facevo riferimento nel comunicato del 07 u.s. (così come nell’interpellanza presentata al Sindaco e nell’interrogazione al Difensore Civico) è pienamente in vigore, trattandosi del T.U.EE.LL. (Testo Unico sugli Enti Locali) di cui sono certo l’assessore Mallia è pienamente a conoscenza vista la professione da Lui esercitata.
Ma non siamo in un’aula di tribunale né tanto meno ci risulta che l’assessore Mallia sia stato incaricato di difendere l’Ente nei confronti di un ricorso al TAR che, almeno per il momento, non abbiamo promosso.
Molto più semplicemente, ma al tempo stesso sostanziale, con la recente iniziativa il circolo del Partito Democratico e il gruppo consiliare di Progetto Pachino ha inteso sollevare un problema e alcune considerazioni di natura politica: è del resto un dato politico incontrovertibile la totale assenza di donne nella giunta, in contrasto con lo Statuto Comunale che invece ne prevede la presenza, ed in contrasto con il su citato T.U.EE.LL.
Si precisa inoltre che non c’è alcun intendimento persecutorio nei confronti dell’assessore Mallia il quale in modo sibillino ci critica di aver sollevato la querelle sulle pari opportunità solo dopo il proprio ingresso in giunta. Pertanto l’assessore Mallia può tranquillamente continuare a ricoprire la sua carica assessoriale, ricordandogli però che il mondo, almeno per quanto riguarda il Partito Democratico, non gira attorno a Lui.
Ma rimangono come un macigno le obiezioni politiche che abbiamo sollevato: le sue dichiarazioni, inoltre, appaiono ancore più strambe visto che lo stesso è detentore proprio della rubrica sulle pari opportunità. Pertanto nel ribadire quanto affermato nel precedente comunicato lo invitiamo piuttosto ad impegnarsi per svolgere al meglio il proprio mandato amministrativo, a partire dalla delega sulle pari opportunità, così come Lo invitiamo a rispondere nel merito delle questioni politiche che abbiamo sollevato (mancanza di donne in giunta) senza scorciatoie giurisprudenziali.
È una questione squisitamente politica, almeno per il momento, e in questa sede va affrontata e risolta, trattandosi oltremodo di un principio democratico e di grande civiltà.
Il completamento della giunta. Quando ci si illude di chiudere (a fatica) il cerchio
| di Roberto Bruno |
La recente nomina dell’avvocato Sebastiano Mallia come assessore nella Giunta di Paolo Bonaiuto completerebbe, secondo quanto dichiarato dallo stesso sindaco, il cerchio politico. Ma è veramente così?
A parte l’ovvia ed immediata constatazione che la maggioranza politica che sostiene il sindaco non è equamente rappresentata in giunta (ma questi sono nodi della maggioranza che, ahimè, presto verranno al pettine con grave danno per l’azione amministrativa) sorge sempre più forte un dubbio: è legittimo il completamento della giunta effettuato dal sindaco con la recente nomina?
Dopo le dimissioni del prof. Latino, quelle del senatore Centaro (che non ha mai presenziato ad una sola giunta) e quelle dell’ass. Cristauro, ci si aspettava che il sindaco, oltre a cercare una faticosa chiusura del cerchio, tanta ricercata quanto affannata, tenesse conto di quanto disposto sia dalla legislazione nazionale che dallo stesso Statuto del Comune di Pachino.
Ma evidentemente il sindaco è stato affaccendato in tutt’altre faccende che continuano a distrarlo dall’attività amministrativa vera e propria, a partire dal vortice di nomine ed incarichi effettuati, che apriranno una voragine nelle già disastrate casse comunali. A che pro la nomina del Direttore Generale che costerà alle casse del comune almeno 3.500 mensili? A che pro quella del Capo di Gabinetto che ugualmente inciderà nelle stesse tasche dei cittadini? Appare sempre più evidente che tali nomine sono effettuate come compenso per il diretto e personale impegno politico profuso in campagna elettorale, visto che entrambi i beneficiari sono stati candidati (non eletti) nelle liste del sindaco. Nulla di personale sulle persone interessate, sui quali non si esprime nessuna valutazione personale né politica; ma nella sostanza procedurale c’è molto da dire, e sarebbe una colpevole complicità restare silenti sui modi con cui il sindaco continua a sperperare il denaro pubblico.
In campagna elettorale aveva sbandierato ai quattro venti di voler razionalizzare le spese e risanare le casse comunali. Ma ancora una volta dobbiamo constatare come le affermazioni delle campagne elettorali si traducano sempre in promesse da marinai (con rispetto per questa categoria di lavoratori): bugie su bugie per carpire il voto e la fiducia degli elettori!
Infine un’ultima constatazione: nella difficile e defatigante composizione politica della giunta (fatta a spizzichi e bocconi per tentare di mascherare il rimpasto in atto) il sindaco non ha minimante tenuto in considerazione di quanto disposto dalla legge e dallo Statuto Comunale che al Titolo II su “La giunta comunale” reca l’art. 43, “Composizione, nomina, durata, incompatibilità”, dove al comma 2 dello stesso testualmente recita: “Ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125 ed al fine di promuovere le pari opportunità, di norma, nella composizione della giunta, è assicurata la presenza di entrambi i sessi”.
Ad oggi la giunta del sindaco Bonaiuto non rispetta quanto previsto dalla su citata legge e dallo Stesso Statuto Comunale ed invochiamo una letterale applicazione degli stessi.
Il circolo del Partito Democratico e il gruppo consiliare si riservano di agire con gli organismi competenti per l’applicazione di quanto disposto dalla legge, a partire dal Difensore Civico.
Pachino, 07 ottobre 2009
F.to
Roberto Bruno
Presentazione mozione Bersani
- di Marco Lao![]()
Cari amici e compagni, iscritti al Partito Democratico, vorrei, se riesco, provare in pochi minuti a presentarvi la mozione Bersani non in modo classico fornendovi semplicemente le idee che Bersani ha per il Partito Democratico ma tentare di spremerle centrifugarle e quindi estrapolarne il significato e calarle nella nostra realtà locale, nelle nostre vicine vicende politiche interne, per potercene servire più proficuamente possibile. Anzitutto occorre fare un introduzione in cui vanno sottolineati almeno due elementi di estrema importanza che sono emersi in questa fase congressuale: - primo, il tesoro di grande valore che tutte e tre le mozioni rappresentano, ricchezza per il dibattito congressuale tale da essere immediatamente spendibile nella vita politica del partito(ognuno dei candidati infatti ha messo in campo delle idee e dei suggerimenti utili per la costruzione del Partito e non sono e non dobbiamo farle diventare un ennesima contrapposizione,questo congresso deve servire per unire e non per dividere).- secondo, cosa forse ancora più importante, è rappresentato dalla (multi-varietà) dall’eterogenità di sostenitori delle due mozioni principali che concorreranno alle primarie del 25 ottobre. Mi spiego più semplicemente facendo due semplici esempi: è assolutamente un bene, che il candidato alla segreteria nazionale Franceschini abbia come primo sostenitore una persona come Piero Fassino o ancora ad esempio che Rosy Bindi ha sposato il progetto di Bersani, assistere infatti alla scelta compiuta dall’ultimo segretario dei DS o a quella di una della leader più carismatiche della Margherita ci fa’ dedurre che un primo passo verso quella fusione delle varie anime del partito e’ già stato compiuto, le diversità cultural-politiche presenti si sono tra loro spontaneamente mischiate e riunite in modo che le differenti lingue parlate siano solo ricchezza culturale, (con la consapevolezza che c’è ancora strada da percorrere ma almeno un primo passo e’ stato compiuto).
Premesso ciò cercherò di parlarvi non suggerendovi le ragioni per cui e’ meglio votare per un candidato piuttosto che ad un altro, infatti sta a noi raccogliere le informazioni sulle varie mozioni valutare e quindi scegliere la visione di partito che i vari candidati ci offrono e che più ci piace, io da parte mia cercherò solamente di usare lo stesso linguaggio che userebbe Bersani. Inizio dicendo che finalmente siamo giunti al primo congresso del PD, un congresso fondativo perchè a me questo partito, così com’è fatto, non mi piace , così non ci siamo mica , non va bene, anzi non và assolutamente bene; questo partito ha disatteso le aspettative di tanti iscritti, elettori e semplici cittadini, che credevano in qualcosa di diverso e li abbiamo
abbandonati a loro stessi senza prendercene cura,(pensiamo ad esempio ai quasi tre milioni di persone che votarono alle scorse primarie) senza coinvolgerli abbastanza, aprendo una falla tra gli iscritti e gli elettori, così il PD delude e perde voti nelle competizioni elettorali. Gli elettori, invece rappresentano la nostra più grande risorsa e dobbiamo essere quindi non solo il partito degli iscritti ma il partito degli elettori. Questo congresso serve a questo, per fondare un partito che non rifaccia gli errori del passato e che riesca a rimediarli, questo congresso serve per fondare un partito che non c’è mai stato, per costruire una realtà totalmente diversa da quella del passato, creare “un’altra cosa”rispetto alle due importanti e necessarie esperienze dei DS e della Margherita che vanno oramai archiviate. Si tratta di cominciare a discutere insieme e mettere in comune le opinioni, l’esperienze, i valori, i percorsi diversi affinchè questa costituisca la vera ricchezza per il PD ed ancora come dice Bersani stesso occorre discutere e non litigare non c’è bisogno di litigare,c’è bisogno, oggi più che mai, dell’aiuto di tutti, non abbiamo bisogno delle critiche, abbiamo bisogno dei pareri di tutti per dare un identità ad un partito che ancora un identità non ha. Questo è il primo punto essenziale costruire un IDENTITA’ al PD, un partito non più con mille facce, ma un partito con una sola voce, perché bisogna parlare chiaramente agli italiani e noi ai pachinesi dire come noi vediamo le cose senza spaccature al nostro interno, ecco perché ritengo essenziale capire che il 25 ottobre chi diventerà segretario sarà il segretario di tutti e tutti dovranno sentirsi rappresentati da questi chiunque sia Bersani o Franceschini o Marino, non ci si può più permettere che qualcuno dica:-“non e’ il mio segretario non l’ho scelto io”, perché così non funziona. E non possiamo più permetterci di paralizzare la vita di un partito con dei meccanismi perversi e subdoli frutto di vecchie logiche politiche piegate all’interesse, diciamolo pure, di una o di un’altra area politica e perfino le regole applicate in questo congresso purtroppo ne sono un chiaro esempio( l’interpretazione diversa che si dà allo strumento delle primarie- l’adozione della legge elettorale criticata dal PD stesso ma usata per i propri fini), ne risulta un tentativo mal riuscito di mediazione che di fatto allontana gli elettori e che crea disaffezione verso gli stessi tesserati. E non possiamo più permetterci di usare le primarie indistintamente senza un criterio responsabile rischiando che il risultato venga distorto da altre forze politiche; occorre quindi, portare al voto gli iscritti e gli elettori e basta, a meno che si tratti di altre cariche pubbliche. Dal 25 ottobre dovremo dire chiaramente ai cittadini che tipo di opposizione fare, si tratta di saper trarre vantaggio dalle vicende che giorno dopo giorno coinvolgono e avvolgono Berlusconi che è diventato oramai ricattabile da tutti i punti di vista quindi vulnerabile contraddistinto dal suo forte carisma che ancora regge ma che già sta segnando il passo che lo porterà verso un declino sicuro. E noi in tutto questo che ruolo avremo? riusciremo a dare un alternativa di governo valida e forte alle persone? saremo quel partito veramente riformista e popolare che lo
stesso Bersani vuole costruire?. Ecco altri 2 elementi essenziali nel cammino del PD. Applicare quelle riforme al quale l’Italia si è ormai disabituata e diventare popolari cioè ritornando ad essere il partito di tanti, il partito della gente, non solo il partito degli intellettuali di sinistra, ma il partito dei lavoratori, stando in mezzo alle persone, radicarsi nel territorio e ridiventare la cassa di risonanza delle esigenze del comune cittadino che sta male che soffre la crisi e noi dobbiamo essere pronti a dare delle soluzioni anticrisi. Ma dobbiamo dire facilmente ai nostri elettori che politica di alleanze occorre attuare e due sono le cose certe: riprendere il progetto dell’Ulivo lì dove l’abbiamo lasciato(anche questo è un concetto che ridefinendolo può anche ritornare utile per le alleanze locali)e ritornare ad essere il motore trascinante di tutto il centro sinistra; e la vocazione maggioritaria alla quale si pensava si è rivelata errata facendoci perdere le elezioni perché il punto non è attuare il bipartitismo ma realizzare il bipolarismo che è cosa ben diversa perché non è possibile fare tutto da soli e governare da soli, gli italiani hanno bisogno di pensare nel futuro non ad un governo di un solo partito ma ad un governo di più interlocutori. In questi giorni ho avuto modo di ascoltare alcuni discorsi di Bersani e ci sono state in particolare due definizioni di partito date che mi hanno attratto e mi hanno assai convinto; la prima consiste nel pensare il partito come comunità di protagonisti perché questo non è il partito di un leader solo se qualcuno pensa al modello berlusconiano contraddistinto dal carisma trascinatore si sbaglia di molto, siamo invece una comunità di uomini e donne che accomunati da un forte senso di appartenenza facciano insieme delle proposte nuove nel territorio di riferimento. La seconda definizione è il partito come strumento e far sì che questo strumento funzioni, il partito, infatti è solo un mezzo, il fine è il Paese, l’Italia, per noi deve essere Pachino e i pachinesi. Il partito non va costruito per noi, ma per gli altri, per quelli che ancora non ci sono, per quelli che vorrebbero votarci ma ancora non lo fanno e su questo punto come anche negli altri trovo una similitudine con la storia locale del PD pachinese chiuso su se stesso a mò di chiocciola troppo occupato a risolvere le beghe interne coinvolti in una esasperante ricerca di posti di rilievo perdendo di mira ciò che per noi deve essere essenziale: fare politica per gli altri. Io penso che dobbiamo darci un tempo massimo per risolvere i nostri problemi che potrebbe coincidere con la fine ultima di tutta la fase congressuale compresi i congressi locali, per spostare definitivamente l’attenzione agli altri ed io dico soprattutto ai giovani. Mi avvio alla conclusione riprendendo da dove ho cominciato a parlare, finalmente siamo arrivati al primo congresso dei democratici sarà un congresso fondativo, non fatto per dividere ma per unire sarà il primo passo anche qui a Pachino per ripartire finalmente, perché in questi venti mesi francamente non c’abbiamo fatto una bella figura, sarà un congresso vero diversamente da altri luoghi in cui non esiste confronto tra pari ma c’è solo un padrone e un dittatore che usa lo strumento della politica per tutelare i propri
interessi, qui invece si ragiona, ognuno dirà la sua e si costruisce insieme un progetto per l’Italia e per Pachino ed è per questo che giorni fà abbiamo deciso io ed alcuni amici democratici di dar vita al comitato “Per Bersani”di cui è stata fatta anche comunicazione ufficiale negli organi di stampa locale. Il comitato, infatti,
vuole essere intanto un modo per ripartire e far ripartire il dibattito interno, perché non siamo una lista civica ma un apparato organizzato su scala nazionale che dovrà suggerire le linee guida anche per il nostro circolo e noi tutti siamo chiamati a dare nuove idee, ma sicuramente non vuole essere un comitato distinto e separato da chi propone soluzioni diverse all’interno del PD (vedi l’esperienza locale recente con i comitati per Veltroni), anzi sarà un modo per confrontarci con i sostenitori di Franceschini e di Marino, riconoscendo ad esempio a Franceschini la validità del lavoro finora svolto. Concludo augurando a tutti noi una stagione congressuale proficua che per noi continuerà fino alla fine dei congressi locale e provinciale in cui daremo finalmente un volto al Partito Democratico che sappia dire nuove cose ai cittadini perché come ha detto anche Bersani ciò che il PD aveva di meglio da dire non lo ha ancora detto.
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