PACHINO - Da due anni la condizione economica delle casse comunali è rimasta tale e quale, in quanto già allora i nostri dipendenti lamentavano ritardi nei pagamenti degli stipendi così come oggi. Si gridava durante la campagna elettorale contro queste inadempienze, si proponevano delle riduzioni nel numero dei dipendenti, dei collaboratori esterni per cercare di porre una pezza alla situazione debitoria nella quale stazionava da tempo il comune di Pachino. Ma oggi, come a quel tempo, i nostri lavoratori dell’ente continuano ancora a vedere insoddisfatti i propri debiti da lavoro. E dietro ad ogni dipendente ricordiamo che ci sono famiglie che magari vivono unicamente proprio di quello stipendio. La stabilizzazione dei precari dell’ente non può essere assunta a giustificazione di ritardi che rendono precaria la vita di chi formalmente è un lavoratore stabile.Noi giovani democratici siamo vicini ai nostri dipendenti comunali che, malgrado la quotidianità fatta di stenti sul luogo di lavoro, riescono comunque a far muovere la macchina amministrativa, direi in maniera eroica e alquanto professionale. È impensabile che proprio un ente pubblico non soddisfi il lavoro dei propri dipendenti. Ma tale situazione è immagine di una precarietà amministrativa del nostro Comune, un’amministrazione impegnata solo ad alternare le poltrone per sopravvivere qualche mese in più ed incapace di gestire la vita quotidiana di un ente alla deriva. Un sindaco che vende il proprio territorio non può ridurre al lastrico la condizione economica dei propri dipendenti. Il lavoro è un diritto, e come tale deve essere rispettato.Il Coordinatore dei Giovani Democratici di PachinoVitaliano DilorenzoIl Portavoce dei Giovani Democratici di PachinoCorrado Carnemolla

Scritto da: pdpachino.it | 23 Maggio 2011

Discarica: Sindaco, stavolta hai davvero esagerato!

Il sindaco prima tradisce la fiducia dei pachinesi e adesso pensa di poter prendere in giro tutti. Questo è quanto Bonaiuto ha fatto sino ad oggi.Stavolta, sindaco hai davvero esagerato!!! No, la discarica no.Il sindaco è traditore in quanto con un atto autoritario, senza consultarsi, dà parere favorevole alla variante al Piano Regolatore, lasciando all’oscuro dei fatti tutti i cittadini, senza dare comunicazione pubblica della conferenza di servizi presso l’Albo pretorio o direttamente nel sito del comune e senza mettere a conoscenza neanche i consiglieri comunali, gli unici chiamati a decidere di una variante al Piano Regolatore. Chiediamo al sindaco che spieghi ai cittadini per quale motivo ha dato parere favorevole alla discarica.Il sindaco continua a prendere in giro in quanto gioca con due mazzi di carte, così come ha fatto, esattamente, con il porto della Balata.Dichiara di essere contro la discarica, ma di fatto è a favore. Non ha mai dichiarato che la discarica non si farà. Chiediamo al sindaco la revoca immediata del parere favorevole di variante al Piano Regolatore Generale espresso nella conferenza di servizi dello scorso 09 febbraio e riconfermato nella successiva seduta del 15 marzo tenutasi a Palermo. Non ba sta, perciò, il parere espresso dall’architetto Frazzetto, dirigente dell’ufficio ecologia, ma occorre la revoca da parte del sindaco. E, se egli stesso non si fa, sin da subito, garante nei confronti della società Soambiente, la società che dovrebbe realizzare la mega discarica di 610.000 metri cubi in contrada Camporeale e se quest’ultima non bloccherà l’iter burocratico e non ci fornisce garanzia scritta in merito, noi del Partito Democratico riterremo direttamente responsabile di questa catastrofe ambientale il sindaco di Pachino e chiederemo le dimissioni del sindaco, della giunta e di tutta la classe politica che attualmente ci governa, per i gravi e irrimediabili danni apportati ai cittadini e al nostro territorio.I pachinesi non credono più alle parole mistificatorie di un sindaco che non dice la verità, che svende il nostro territorio al migliore offerente, che non interessa nulla dello sviluppo agricolo della città. L’hanno capito bene anche i giovani che si sono opposti a questi scempi paesaggistici dando vita a due comitati per la tutela del territorio, a cui proponiamo, nel rispetto dei propri ruoli, di lavorare insieme, per respingere gli atti di sciacallaggio e difenderci dalle tante scelleratezze compiute da questa amministrazione.Sindaco, Pachino non è una tua proprietà che puoi gestire a tuo piacimento!Invitiamo tutti i cittadini a partecipare al consiglio comunale aperto di venerdì 6 maggio alle ore 19,00 in Piazza Vittorio Emanuele per dire a chiare lettere che questa discarica non la vuole nessuno.05/05/2011Il Partito Democratico di Pachino

Scritto da: pdpachino.it | 23 Maggio 2011

ll sindaco e la sua insostenibile leggerezza dell’essere

Pachino: L’11 febbraio 2011 il sindaco dichiarava: Ci rimane da mettere mano solo al parco urbano che rimane una delle maggiori incompiute del nostro territorio; il 13 gennaio 2011: I lavori della piscina comunale partiranno fra qualche settimana; ancor prima nell’agosto del 2010 : a breve sarà riaperta la discarica; o ancora : al via la raccolta differenziata, raggiunti ottimi risultati; ricordiamo anche: L’Amministrazione comunale continua nel duro lavoro amministrativo senza perdere mai di vista l’interesse dei cittadini ; nel novembre 2010: Il sindaco Paolo Bonaiuto ha annunciato come, nelle prossime settimane, si metterà mano ad una importante opera pubblica, e cioè la realizzazione della rotatoria di viale Aldo Moro, nel punto di intersezione con viale Toronto e dunque con l’arteria di collegamento che mette in comunicazione la città con la frazione di Marzamemi. Abbiamo rastrellato il bilancio comunale – ha affermato il sindaco -, e da alcuni avanzi di opere pubbliche siamo riusciti a trovare la copertura finanziaria per realizzare l’opera che a questo punto è cantierabile e pronta per essere realizzata.Il tempo passa ed è naturale la tendenza a dimenticare ciò che i buoni parolai, il sindaco e i rappresentanti delle volatili giunte, hanno dichiarato nei mesi scorsi, riempendo le pagine dei giornali per più di un anno di falsità e menzogne;

infatti la discarica è ancora chiusa, la piscina rimane soltanto una piantina appesa nell’anticamera della segreteria del Sindaco, la raccolta differenziata non è mai partita, l’immondizia rimane giorni per strada, le strade sono sporche e piene di erbacce e non si intravede nessuna rotonda all’orizzonte.E’ permanente invece lo sfondo clientelare e la continua rincorsa alle poltrone a scadenza che caratterizzano l’attività primaria di questa amministrazione e dei suoi adepti, nonostante Pachino e i pachinesi debbano subire lo spreco di denaro pubblico, debbano vivere in una città invasa dai rifiuti, debbano osservare inermi lo sfaldamento di opere pubbliche mai ultimate, debbano vedersi deturpato il territorio.Da ultimo la notizia che il sindaco, nel corso di una conferenza di servizi svoltasi a Palermo, abbia espresso parere favorevole circa la realizzazione di una discarica sulla carte destinata a raccogliere materiali inerti, ma che potrebbe facilmente diventare una pensione per accogliere rifiuti di altro genere (ben più pericolosi).

Noi Giovani Democratici continueremo, come già da più di un anno parallelamente alle dichiarazioni fallaci dei nostri amministratori, a denunciare lo stato di degrado etico-politico che sta vivendo la nostra città, fiduciosi in una rivoluzione delle coscienze dei nostri concittadini e in particolare dei nostri coetani. Rivoluzione che ha nostro parere è già partita, con la nascita spontanea del comitato “No al Pontile”, e il “Comitato per la tutela territoriale di Pachino” minacciato da politiche scellerate.Il momento dei giovani Pachinesi è arrivato, non si può più tergiversare: occorre che i giovani prendano in mano le redini del loro futuro, lasciate per troppo tempo a diposizione di pseudo politicanti che a tutto hanno pensano tranne che al benessere della città e dei sui cittadini.Il coordinatore dei Giovani Democratici

Vitaliano DilorenzoIl portavoce dei Giovani Democratici

Corrado Carnemolla

Scritto da: pdpachino.it | 8 Maggio 2011

Un sindaco in fuga anche da se stesso

Quanto accaduto ieri sera in occasione del Consiglio Comunale per discutere sulle recenti viende giudiziarie che vedono coinvolto il nostro Comune è a dir poco sconcertante: il sindaco Bonaiuto, appena io ho preso la parola, ha abbandonato l’aula consiliare, e con lui anche una parte della maggioranza, sottraendosi al confronto e al dibattito pubblico…Noi volevamo semplicemente chiedergli di fare un minimo di chiarezza sul piano politico su quanto sta accadendo nel palazzo ed evitare l’immagine devastante che sta avendo la nostra Pachino sulle cronache provinciali.

Noi volevamo semplicemente dire al sindaco di smetterla una volte per tutte con il ricorso incondizionato ai lavori di somma urgenza, agli incarichi inutili e alle costose consulenze, e di promuovere piuttosto l’Albo delle ditte di fiducia e quello dei professionisti, con l’obbligo per entrambi della rotazione.

Noi volevamo semplicemente chiedergli di indicare un criterio preciso e definitivo per il pagamento delle fatture alle ditte fornitrici del comune e alle imprese che lavorano per l’Ente, per evitare che per il pagamento di una fattura ci si debba necessariamente rivolgere ai capricci del politico di turno, o peggio a quelli di qualche “influente” funzionario.

Noi volevamo semplicemente dirgli che i soldi che gestisce non sono i suoi, ma della collettività, per cui ciascuno dovrebbe essere chiamato al massimo rigore nella gestione del denaro pubblico.Noi volevamo semplicemente dirgli che la legalità e la trasparenza non sono parole prive di contenuto, di cui opportunamente servirsene in convegni e nelle interviste con i giornali, ma che un pubblico amministratore deve informare il proprio operato a tali principi, sempre.

Noi volevamo semplicemente dirgli che nella gestione della cosa pubblica deve ispirarsi al principio dell’economicità della spesa e a quello della trasparenza.

Insomma, volevemo dirgli queste semplicissime cose: ma evidentemente il sindaco ha la coda di paglia e piuttosto che cogliere l’occasione del consiglio di ieri per fare finalmente un po’ di chiarezza politica su tutta questa pesante ed umiliante vicenda, ha preferito darsela a gambe, non capendo che così lui scappa soltanto da se stesso.

Un caro saluto a tutti,

Scritto da: pdpachino.it | 8 Maggio 2011

Nessuno tocchi la Balata di Marzamemi!!!

Non è possibile anteporre gli interessi di una società privata e violentare e uccidere la porzione di paesaggio più bella e incantevole che possediamo.

Si tratta di un pontile da diporto che non porterà nessun vantaggio nè per i commercianti nè per il resto degli abitanti di Marzamemi, ma solo vantaggi economici per la società in questione.

Durante l’iter burocratico che ha portato la società Mariservice ad ottenere i permessi, l’amministrazione comunale ha commesso errori irrimediabili. Cosa ha fatto il sindaco e l’amministrazione per mettere fine a questo scempio?

Riteniamo responsabili l’amministrazione comunale, che dice a parole di essere contro il pontile, ma di fatto non esiste al comune un solo atto ufficiale, una determina sindacale o di giunta, o delibera di consiglio in cui il comune si opponga fermamente alla costruzione del pontile. Con l’aggravante, peraltro, del silenzio assenso.

Non basta ridursi a produrre, così come ha fatto l’ufficio comunale di competenza, poche lettere in cui viene espressa la semplice contrarietà del comune alla costruzione del pontile. Questo materiale cartaceo è ovviamente poco efficace ed equivale quasi a carta straccia. Non basta. Era necessario mettere in campo tutte le forze e intervenire quando si era ancora in tempo.

Perché un amministrazione, (che ha dalla sua parte politici di rilievo nazionale come il ministro all’ambiente Prestigiacomo sceso in piazza in campagna elettorale a fianco di Bonaiuto) non è stata capace, ammesso che ci abbia provato, ad opporsi a questo pontile?

Perché il comune ci mette a conoscenza di un fatto così grave solo quando l’iter si è concluso in modo tragico?

Perchè il Comune non ha nominato nessun legale che faccia ricorso al TAR?

E perché non fà appello al piano paesaggistico che prevede l’assoluta inedificabilità della zona interessata, (essendo questa zona con vincolo tre)?

In questa vicenda dai tratti grottesca c’è qualcosa che non funziona e chiediamo spiegazioni all’amministrazione che fino ad oggi non è stata chiara. Vogliamo che escano fuori i responsabili di questa assurda vicenda che sembra cancellare per sempre la storia centenaria di un territorio.

Questa è un’amministrazione latitante, preoccupata e occupata solo di spartire soldi a destra e a manca. E dimentica ciò che è essenziale: difendere il nostro territorio e chi ci vive ogni giorno. E vogliamo anche capire quali responsabilità ha la Soprintendenza ai Beni Culturali a cui chiediamo che faccia immediato ricorso al CGA.

Adesso è necessario agire in fretta e che tutti i pachinesi si adoperino in prima persona sostituendosi a questa amministrazione nullafacente che non si è fatta garante del più prezioso gioiello del nostro territorio.

Invochiamo anzitutto la sensibilità dei giovani che amano profondamente il porticciolo della Balata, affinchè diano il loro contributo, per evitare che venga irrimediabilmente deturpata. Uniamoci tutti insieme alle forze politiche, alle associazioni di categoria, al mondo imprenditoriale, ai commercianti e a tutti i cittadini e iniziamo una battaglia contro questo scempio e diamo vita ad una vera e propria mobilitazione, aderendo al “comitato No al pontile” e organizzando una grande manifestazione che si terrà alla Balata sabato 23 aprile 2011 alle ore 15,00 per far sentire la voce di chi non permetterà a nessuno, né tanto meno a chi ha interessi economici, di appropriarsi di un patrimonio che appartiene solo a noi e che è nostro compito preservarlo e riconsegnarlo tale e quale alle generazioni future.

16/06/2011
Il circolo del Partito Democratico di Pachino

Scritto da: pdpachino.it | 15 Aprile 2011

BASTA!!!!!!!

Scritto da: pdpachino.it | 15 Aprile 2011

Il Partito Democratico di Pachino chide più trasparenza

Scritto da: pdpachino.it | 15 Aprile 2011

Pd Pachino: bisogna bloccare gli affidamenti diretti

Il Pd di Pachino è pronto a chiedere le dimissioni del Sindaco di Pachino Paolo Bonaiuto e della sua giunta in caso di avvisi di garanzia.Il segretario del Partito democratico Marco Lao e il consigliere comunale Roberto Bruno hanno riproposto l’applicazione del pacchetto legalità.

Il segretario si dice preoccupato per la grave situazione in cui versa Pachino guidata da un amministrazione super indagata, inoltre il Pd chiede che vengano bloccati tutti gli affidamenti diretti e lavori assegnati con somma urgenza visto che questi due strumenti sono stati usati in modo improprio solo per aumentare clientelismo.

Scritto da: pdpachino.it | 15 Aprile 2011

Voglia di legalità!!!!

PACHINO - È bello sfogliare le pagine di un quotidiano e apprendere di essere cittadino di un paese che fa parlare di sé sempre: “Pachino, terra del ciliegino, idillio gastronomico di una nazione intera!”. Insostenibile è invece apprendere, sempre dalla lettura dei quotidiani, di essere cittadino di una città che sempre più spesso fa parlare di sé per questioni giudiziarie: “arrestato assessore per concussione”, “blitz delle forse dell’ordine alla casa comunale, sequestrati centinaia di documenti…”, “due i filoni di inchiesta che riguardano l’amministrazione comunale e alcuni funzionari della casa municipale”, eccetera eccetera eccetera.

Siamo tutti cittadini di una città martoriata dalla cattiva amministrazione e dalla condotta disdicevole di una amministrazione silente dinanzi a questi tragici episodi che ormai si ripetono di frequente.

Immaginiamo che il loro silenzio sia dato dalla ormai acquisita consapevolezza che questi avvenimenti debbano succedere, qual è la novità? Si domanderanno; ed il silenzio è la loro naturale risposta.

Noi giovani democratici non rimaniamo nel silenzio, ci facciamo portavoce dello sgomento di centinaia di cittadini “liberi”, sdegnati dalle incresciose politiche clientelari, dalle casse comunali distorte per giochi di potere, di poltrone e poltronite acuta, da questa scandalosa ed evidente parentopoli che vede premiato solo chi è figlio o parente di.

Leviamo il nostro grido: “basta”, insieme a tutti coloro che come noi chiedono ai nostri “muti” amministratori di spiegare a chiare lettere il perché delle indagini della magistratura, la quale non pensiamo abbia voluto sprecare del tempo ad inventare inchieste insensate.

Noi giovani democratici riteniamo che esiste un’altra Pachino, che si indigna difronte a questa mala politica, e che sicuramente ha una diversa idea di futuro: non certamente quella di un città conosciuta solo per le sue vicende giudiziarie e per la mala amministrazione che la contraddistingue. Per questo auspichiamo che i tanti cittadini onesti di Pachino avendo a cuore la dignità della nostra città sappiano come orientare in futuro le loro scelte e il loro voto.

La trasparenza è fondamento di un paese democratico e di diritto.

Il coordinatore dei Giovani Democratici
Vitaliano Dilorenzo

Il portavoce dei Giovani Democratici
Corrado Carnemolla

Scritto da: pdpachino.it | 15 Aprile 2011

Voglia di trasparenza e legalità

PACHINO - Apprendiamo, con seria preoccupazione nei riguardi del comune e dell’intera collettività, dell’ampia verifica operata dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri negli uffici comunali pachinesi. E’ un fatto che coinvolge non solo il comune e il mondo politico, ma scuote tutta la cittadinanza.

Confidiamo nelle indagini avviate dalla Procura della Repubblica e ci auguriamo che volgano al più presto ad una conclusione, tale che facciano luce su eventuali anomalie o eventuali illeciti sull’attività amministrativa, tanto gravi che sembrerebbe che coinvolgano anche alcune aziende che hanno lavorato per il comune, che speriamo siano estranei ai fatti.

Chiediamo al sindaco e agli amministratori di mettere in atto tutti quei meccanismi che garantiscano un’assoluta trasparenza del loro operato, come abbiamo già chiesto in passato riguardo ad esempio all’esplicazione delle gare d’appalto. E per questo chiediamo al sindaco di riferire sulla natura delle indagini.

4Gli amministratori e i consiglieri non possono rimanere silenti lasciando la città nel dubbio e nel chiacchiericcio. Non possiamo permetterci che passi nell’opinione pubblica generale che una verifica di questo tipo da parte delle forze dell’ordine sia un fatto normale: Pachino non è un comune tribale, né può passare che i suoi amministratori siano corrotti. Se così fosse chiederemmo le immediate dimissioni del sindaco e della sua giunta.

Già lo scorso settembre abbiamo presentato al sindaco il “pacchetto Trasparenza e Legalità” che, ad oggi, non è stato ancora rispettato.
Poniamo nuovamente la necessità di attuare alcune regole che riguardano
• la costituzione dell’ “Anagrafe Pubblica degli Eletti” in cui si evidenziano gli incarichi, le indennità e i rimborsi dei consiglieri e degli amministratori, e si dia ampia e pubblica evidenza degli incarichi professionali, dei bandi e dei loro esiti.
• “l’Obbligatorietà del Protocollo nei Pagamenti” delle fatture presentate dalle ditte fornitrici del comune.
• “l’Albo dei Professionisti di fiducia” dell’ente per favorire la rotazione degli incarichi professionali e un’equa distribuzione all’interno degli ordini professionali e che si limitano il più possibile i lavori di somma urgenza.

Condanniamo da sempre il “modus operandi” del sindaco Bonaiuto e della sua amministrazione, che ricorre a costosissimi incarichi a pseudo esperti e a posti di sottogoverno, per favorire amici e conoscenti e che finirà, prima o poi, nel rimanere impigliato nella rete delle pressioni messe in atto dai suoi stessi collaboratori. Rappresenta sicuramente il segnale dello sfascio politico di un amministrazione concentrata nell’esercizio del potere.

Pretendiamo, invece, che il sindaco, gli assessori e ciascun consigliere comunale del nostro comune sia di specchiata ed indiscutibile moralità e che su questo, ciascuno per quello che gli compete, sia pronto a darne pubblica contezza a tutta la città, certi che i valori della legalità e della trasparenza debbano essere le stelle polari nell’amministrazione di Pachino.

24/03/2011
Il Partito Democratico di Pachino

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